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Economia e Finanza

Pensione, occhio a Quota 102: cosa succede all’assegno lasciando prima il lavoro

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Uscire prima dal mercato del lavoro nel 2022  grazie a Quota 102 è possibile, ma prestate attenzione all’importo dell’assegno. Ecco quanto si rischia di perdere.

Foto © AdobeStock

Il lavoro nobilita l’uomo, in quanto ci consente di ottenere i soldi necessari per poter far fronte alle varie spese quotidiane, come ad esempio il cibo e le bollette di luce e gas. Allo stesso tempo non si può negare come il lavoro si riveli essere spesso fonte di problemi, per via dei vari impegni e scadenze da rispettare. Da qui nasce quindi il desiderio di molti di poter finalmente andare in pensione, in modo tale da potersi dedicare alle proprie passioni. Per accedere al trattamento pensionistico, però, bisogna essere in possesso di determinati requisiti.

In particolare, nel 2022, sarà possibile uscire anticipatamente dal mondo del lavoro grazie a Quota 102. Una misura, quest’ultima, pensata per sostituire Quota 100, e che, a quanto pare, risulterà conveniente solo per pochi lavoratori. Se è pur vero che uscire prima dal mondo del lavoro sia in grado di attirare, inevitabilmente, l’interesse di un gran numero di persone; infatti, dall’altro canto bisogna sempre prestare attenzione alla batosta derivante dalla possibile  riduzione dell’importo dell’assegno. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo quanto si rischia di perdere nel caso in cui si decida di andare in pensione con Quota 102.

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Pensione, quanto si perde sull’assegno lasciando prima il lavoro con Quota 102: cosa c’è da sapere

Qualche settimana fa abbiamo visto come, purtroppo, si prospetti uno scenario da incubo per molti lavoratori di oggi che hanno di fronte a loro un futuro che vedrà andare in pensione sempre più tardi e con assegni da fame. Proprio in tale ambito, inoltre, interesserà sapere che giungono brutte notizie per molti lavoratori che sperano di andare in pensione nel corso del 2022 con Quota 102. Questo in quanto tale sistema si rivelerà essere conveniente solamente per pochi, mentre altri rischiano di dover fare i conti con un taglio dell’assegno non indifferente.

Entrando nei dettagli ricordiamo che grazie a Quota 102 è possibile andare in pensione all’età di 64 anni, a patto che si siano registrati almeno 38 anni di contributi. Ebbene, in base ad alcune stime, così come riportato da Investireoggi, a trarre maggior convenienza da tale sistema saranno coloro nati nel 1958 che hanno alle spalle, appunto, almeno 38 anni di contributi. Diversa, invece, la situazione per coloro che sono nati dopo in quanto, ovviamente, non possono ancora accedere a tale misura, in quanto non hanno raggiunto il requisito anagrafico.

Allo stesso tempo Quota 102 non si rivela essere vantaggiosa nemmeno per chi è nato prima del 1958. Quest’ultimi, infatti, sono ormai a pochi anni di distanza dalla pensione ordinaria a cui è possibile accedere all’età di 67 anni. Considerando che prima si esce dal lavoro, maggiore sarà il taglio sull’importo dell’assegno pensionistico, pertanto, è facile intuire il motivo per cui Quota 102 non si riveli essere conveniente per chi è nato prima del 1958.

Pensione, quanto si perde sull’assegno lasciando prima il lavoro con Quota 102: alcuni esempi utili

Come già detto, più tardi si va in pensione, più alto sarà l’importo del trattamento pensionistico. Questo avviene per via dell’applicazione del coefficiente di trasformazione al montante contributivo che aumenta di pari passo con l’avanzare dell’età. Al fine di comprendere meglio tale meccanismo, quindi, è bene fare qualche esempio pratico. Come si evince dal sito dell’Inps, ad esempio, nel caso in cui si vada in pensione all’età di 64 anni, il coefficiente di trasformazione  da applicare sulla parte contributiva è pari allo 5,06%. Se, invece, si va in pensione all’età di 67 anni, la percentuale è pari al 5,57%.

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Partendo dal presupposto, a titolo di esempio, che un lavoratore abbia accumulato un montante contributivo pari a 200 mila euro, la differenza sarà pari a circa mille euro l’anno. Uscire prima dal lavoro, con quota 102, così come riportato da Investireoggi, quindi, comporterebbe una perdita pari a circa 85 euro al mese nel caso in cui si tratti di un lavoratore nato nel 1958. Tale penalizzazione, ovviamente, risulta più bassa se il soggetto in questione è nato, ad esempio, nel 1957 e così via. Uscire prima dal mercato del lavoro nel 2022  grazie a Quota 102, quindi, è possibile. Prima di compiere questa scelta, comunque, si consiglia sempre di prestate attenzione all’importo dell’assegno e ai possibili tagli, in modo tale da evitare spiacevoli sorprese.

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