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Economia e Finanza

Pensione con cumulo contributivo esteso: oggi è possibile grazie alla recente modifica INPS

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Pensione con cumulo esteso, analizziamo di cosa si tratta e perchè è diventato più conveniente rispetto al passato. Le ultime novità INPS.

Coloro che ricevono una pensione rilasciata da un ente estero hanno diritto al cumulo più esteso. Lo ha stabilito il Ministero del Lavoro e reso noto l’INPS con la circolare 50 del 2022.

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Chi lavora in organizzazioni internazionali come dipendente ha diritto ad un cumulo pensionistico più ampio rispetto al passato. Lo ha chiarito recentemente una circolare dell’INPS, la n.50/2022, seguendo le indicazioni fornite dal Ministero del Lavoro che ha modificato ciò che era in vigore in precedenza.

Il dipendente di un organismo internazionale in pensione può quindi ricevere la liquidazione del pro quota italiano così come stabilisce la legge 115 del 2015. In questo modo il cumulo tra le due forme previdenziali diventa possibile, anche quando l’ente straniero per cui lavorava ha già versato la quota pensionistica, situazione quest’ultima che non era contemplata fino ad oggi.

Pensione con cumulo contributivo: come funziona?

Un lavoratore italiano che ha trascorso parte della sua vita lavorativa come dipendente di un’organizzazione internazionale e un altro periodo come lavoratore sul territorio nazionale ha diritto al cumulo dei contributi pensionistici maturati nei due diversi impieghi. In pratica il soggetto può unire i due periodi di contribuzione, quelli rilasciati dall’INPS e quelli maturati a seguito di un lavoro dipendente svolto in stati facenti parte dell’UE o della Confederazione Elvetica.

Ciò è possibile dal 1° gennaio 2016, quando si è deciso di valorizzare il lavoro di chi ha operato presso un’organizzazione internazionale la cui sede è in uno dei paesi UE. Lo ha stabilito l’art 18 della legge 115/2015.

Il cumulo si rivela utile quando i contributi maturati in Italia non sono sufficienti a raggiungere il diritto alla riscossione della pensione in Italia. Serve per maturare il diritto alla pensione di invalidità e di vecchiaia ed è esteso anche ai superstiti di un famigliare che non è riuscito ad ottenere la pensione solo con la contribuzione domestica. Non rientra invece nel cumulo la pensione di anzianità.

Oggi con questa nuova misura un lavoratore può integrare i contributi ottenuti all’estero per ottenere la pensione di vecchiaia italiana raggiungendo così il requisito necessario. Il cumulo però non incide sul pro quota domestico, che verrà calcolato solo tenendo conto dei versamenti effettuati in Italia.

La differenza rispetto al passato è però sostanziale in quanto prima della legge 115 il soggetto avrebbe dovuto inoltrare una domanda di riscatto e pagare per vedersi riconosciuta la contribuzione versata nel nostro Paese.

Il cumulo, che ha come scopo quello di favorire il raggiungimento del diritto alla pensione per chi utilizza una delle forme pensionistiche italiane obbligatorie, non è applicabile se il soggetto gode già di una pensione diretta nel nostro Paese e se ha già maturato un diritto autonomo alla pensione.

Il problema che sussisteva però fino ad oggi era che il cumulo non veniva applicato anche a chi riceveva una pensione maturata e versata presso un’organizzazione internazionale. Il Ministero del Lavoro ha così risolto l’annosa questione, garantendo con questa modifica un trattamento che tutela gli interessi dei pensionati che hanno lavorato e ottenuto i contributi all’estero.

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