Piazza Affari, giovedì 2 settembre: chiusura in leggero rialzo, sale Stellantis

La chiusura della seduta odierna della Borsa di Milano, titoli migliori e titoli peggiori di giornata. Uno sguardo anche all’andamento di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari. Una sintesi dei temi più importanti della giornata.

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Ingresso di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Gettyimages)

Seduta poco mossa per la Borsa di Milano, che chiude in leggero guadagno rispetto al livello di chiusura di ieri, in linea con quanto accaduto nelle altre principali piazze europee. L’effetto combinato della mancanza di notizie di particolare rilevanza dal punto di vista macroeconomico e dell’appuntamento con i Non Farm Payrolls, alle 14:30 di domani, ha determinato una seduta molto tranquilla, dove gli investitori hanno preferito mantenere le posizioni esistenti, senza apportare modifiche al proprio portafoglio di investimento.

Banca Centrale Europea: inizio del tapering all’orizzonte, dopo i dati sull’inflazione di agosto?

Dopo i dati di martedì scorso, che hanno evidenziato, nel mese di agosto, un’inflazione ai massimi degli ultimi dieci anni nell’area euro (IPC su base annuale=+3,0%), il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha dichiarato, nella giornata di ieri, che “la Bce non dovrebbe sottovalutare il rischio di una inflazione in continua crescita”, aggiungendo anche che “è necessario rimanere vigili, in quanto i rischi di rialzo sono predominanti”.

Di conseguenza, secondo Weidmann, pur essendo ancora appropriata una politica monetaria accomodante, date le incertezze ancora esistenti a causa della pandemia, la Banca Centrale Europea dovrebbe cominciare a definire il piano di riduzione (graduale e non improvvisa) degli acquisti di asset previsti nell’ambito del programma emergenziale denominato PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme). Si tratta di parole simili a quelle pronunciate da Jerome Powell, governatore della Fed, quando ha annunciato l’inizio del tapering entro fine anno, durante il Simposio di Jackson Hole, tenutosi venerdì scorso. Anche nell’Eurozona, dunque, comincia ad intravedersi l’ipotesi della graduale rimozione degli stimoli monetari che, prima dei dati di martedì, veniva ritenuta una eventualità ancora lontana, infatti i piani della Banca Centrale Europea prevedono che gli stimoli monetari rimangano sui livelli attuali almeno fino a marzo 2022.

La chiusura delle borse europee

Queste le performance registrate, in chiusura di seduta, dai principali indici azionari europei:

  • FTSE MIB (Milano): +0,20% a quota 26.233,38 punti indice
  • FTSE 100 (Londra): +0,20%
  • DAX (Francoforte): +0,10%
  • CAC 40 (Parigi): +0,07%
  • SMI (Zurigo): -0,01%
  • IBEX 35 (Madrid): -0,11%

L’Euro Stoxx 50, indice di riferimento per quanto riguarda le borse europee, chiude la seduta in leggero rialzo (+0,11%), a quota 4.232,10 punti indice.

Titoli migliori del Ftse Mib

  • Stellantis: +1,69%
  • Eni: +1,30%
  • Diasorin: +1,26%
  • Cnh Industrial: +1,22%
  • Tenaris: +1,10%
  • Saipem: +1,06%
  • Interpump Group: +0,93%
  • Campari: +0,92%
  • Buzzi Unicem: +0,85%
  • Amplifon: +0,74%

Il titolo Stellantis è salito dopo la notizia dell’accordo per l’acquisizione della società statunitense FIFS Holdings Corp, tramite una transazione regolata interamente per contanti e del valore di circa 285 milioni di dollari. FIFS Holdings Corp è una società leader negli Usa nel settore del finanziamento in ambito automobilistico. L’obiettivo di Stellantis è quello di creare una propria società finanziaria negli Stati Uniti per sostenere le vendite e consolidare la sua posizione nel mercato statunitense. Questa acquisizione, infatti, permetterà alla casa automobilistica guidata da John Elkann di creare una piattaforma, tramite la quale sviluppare un’organizzazione finanziaria in grado di offrire una gamma di prodotti e servizi completa per la propria clientela.

Titoli peggiori del Ftse Mib

  • Telecom Italia: -1,42%
  • Terna-Rete Elettrica Nazionale: -1,31%
  • Snam: -1,27%
  • Nexi: -1,06%
  • A2a: -0,83%
  • Exor: -0,50%
  • Intesa San Paolo: -0,50%
  • Hera: -0,46%
  • Inwit: -0,44%
  • Italgas -0,42%

Wall Street: indici positivi in attesa dei Non Farm Payrolls

Prosegue la corsa al rialzo del mercato azionario statunitense. I principali indici di Wall Street, infatti, pur senza impulsi particolarmente intensi, continuano la loro lenta ma inesorabile salita, che determina un continuo aggiornamento dei massimi storici, soprattutto per quanto riguarda l’S&P 500 e il Nasdaq 100.

Queste le performance evidenziate dai principali indici azionari statunitensi, alle 18:30 ora italiana:

  • Dow Jones: +0,41%
  • S&P 500: +0,31%
  • Nasdaq 100: +0,15%

Il dato, pubblicato nel pomeriggio, sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione ha toccato un nuovo minimo dall’inizio della pandemia: nell’ultima settimana, infatti, sono pervenute 340.000 nuove richieste di sussidio, mentre gli analisti stimavano un dato pari a 345.000 unità. Segnali positivi, dunque, dal mercato del lavoro, al contrario di quanto emerso dai dati ADP pubblicati ieri e di cui si è parlato nell’articolo relativo alla chiusura della scorsa seduta.

Il dato più rilevante però, in tema di mercato del lavoro statunitense, è quello sui Non Farm Payrolls, che la Federal Reserve valuterà con molta attenzione, in quanto gli sviluppi dell’occupazione sono uno degli elementi chiave nel determinare le prossime mosse di politica monetaria della banca centrale statunitense.

Altre notizie dai principali mercati finanziari: Bitcoin nei pressi di area 50.000, breakout in arrivo?

Nel mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bundovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, scende a 105 punti base, in ribasso di due punti rispetto all’ultimo valore di chiusura: il rendimento del Btp scende a +0,66%; in calo anche il rendimento del Bund, pari a -0,39%. Invariato il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato Usa), che risulta sempre pari a +1,30%.

In rialzo il prezzo del Bitcoin, ormai in procinto di effettuare il breakout dell’importante soglia psicologica dei 50.000 dollari che, ormai da circa dieci giorni, ha rallentato la salita delle quotazioni della criptovaluta più famosa. Infatti, attualmente, il Bitcoin quota 49.650 dollari, corrispondenti ad una performance su base giornaliera di +1,70%, dopo aver raggiunto un massimo di seduta di 50.390. Si ricorda che la rottura rialzista si ritiene confermata soltanto quando vi è una chiusura giornaliera superiore ai 50.000 dollari.

Nel mercato valutario, ancora in rialzo il cambio valutario Euro/Dollaro Usa, dopo le pressioni inflazionistiche registrate negli ultimi giorni nell’Eurozona e che potrebbero determinare una politica monetaria Bce sullo stesso livello di quella che, a breve, sarà adottata dalla Fed e basata sulla graduale rimozione degli stimoli monetari. Il cambio principale del Forex quota attualmente 1,1861 dollari, corrispondenti ad una performance di +0,21% su base giornaliera.

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Per quanto riguarda il mercato delle materie prime, in leggero ribasso il prezzo dell’oro, che quota attualmente 1.809 dollari l’oncia, corrispondenti ad una performance di -0,27% rispetto all’ultimo valore di chiusura. In netto rialzo, invece, il prezzo del petrolio: Il WTI (West Texas Intermediate, prodotto negli Stati Uniti) quota 70,43 dollari al barile, corrispondenti ad una performance di +3,00% su base giornaliera, mentre il Brent (prodotto in Europa) quota 73,25 dollari al barile, con una variazione di +2,30% rispetto all’ultimo valore di chiusura.

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