Piazza Affari, martedì 4 gennaio: chiusura in rialzo, bene Iveco

Non si arresta il rally degli indici europei, con il Ftse Mib che supera in intraday il massimo del 2021. Nonostante l’elevato numero di contagi, la variante Omicron fa meno paura agli investitori. Wall Street frenata dalle vendite nel comparto tecnologico.

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Ingresso di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Adobe stock)

Prosegue la corsa al rialzo delle principali borse europee, sulla scia di quanto avvenuto nella seduta precedente. I mercati azionari del vecchio continente continuano a beneficiare dell’affievolirsi delle preoccupazioni legate alla diffusione della variante Omicron del Covid-19, la quale, pur essendo caratterizzata da una elevata velocità di trasmissione, nella gran parte dei soggetti contagiati non sta provocando sintomi gravi, soprattutto grazie alla campagna vaccinale. Perciò, diventa sempre più concreta l’ipotesi che le conseguenze economiche della quarta ondata della pandemia possano rivelarsi meno severe di quanto si pensava a novembre, quando la nuova variante, partita dal Sudafrica, cominciava ad affacciarsi in Europa e negli Stati Uniti.

A Piazza Affari, infatti, il miglior comparto di giornata è stato quello legato ai viaggi e al tempo libero, particolarmente sensibile agli sviluppi della pandemia. Performance positive di questo comparto indicano fiducia degli investitori per quanto riguarda la lotta contro il Covid-19, al contrario di quanto accade con i titoli del settore sanitario, come Diasorin, che in effetti risulta il peggior titolo di giornata. Rimbalza Iveco Group, dopo il calo accusato ieri subito al debutto nella Borsa di Milano, a seguito dello spin-off da Cnh Industrial.

Il Ftse Mib ha concluso la seduta odierna nei pressi del massimo del 2021, toccato lo scorso 16 novembre, dopo aver raggiunto un massimo di giornata al di sopra dei 28.000 punti, soglia che l’indice milanese non raggiungeva dal settembre 2008.

La chiusura delle borse europee

Queste le performance registrate, in chiusura di seduta, dai principali indici azionari europei:

  • FTSE 100 (Londra): +1,63%
  • CAC 40 (Londra): +1,39%
  • DAX (Francoforte): +0,82%
  • FTSE MIB (Milano): +0,81% a quota 27.954,84 punti indice
  • IBEX 35 (Madrid): +0,39%

L’Euro Stoxx 50, indice composto dalle 50 principali società europee per capitalizzazione di mercato, chiude la seduta a quota 4.367,62 punti, in rialzo dello 0,83%

Titoli migliori del Ftse Mib

I titoli più acquistati di giornata sono stati (tra quelli inclusi nel listino principale della Borsa di Milano):

  • Iveco Group: +5,96%
  • Unicredit: +3,81%
  • Ferrari: +3,02%
  • Stellantis: +2,23%
  • Intesa San Paolo: +2,09%
  • Mediobanca: +2,01%
  • Eni: +1,63%
  • Cnh Industrial: +1,57%
  • Banco Bpm: +1,40%
  • Tenaris: +1,38%

Titoli peggiori del Ftse Mib

I maggiori ribassi, invece, sono stati registrati dai seguenti titoli:

  • Diasorin: -2,60%
  • Amplifon: -2,06%
  • Inwit: -1,86%
  • Snam: -1,83%
  • STMicroelectronics: -1,76%
  • Atlantia: -1,71%
  • Recordati: -1,66%
  • Italgas: -1,22%
  • Prysmian: -1,11%
  • Telecom Italia: -0,93%

Stati Uniti: indici contrastati a Wall Street

Seduta incerta a Wall Street. A metà seduta, infatti, l’indice tecnologico (Nasdaq 100) perde quasi il 2% mentre il Dow Jones guadagna più di mezzo punto percentuale, toccando un nuovo record sopra i 36.900 punti. Ha ripiegato sui livelli della vigilia, invece, l’S&P 500, dopo aver aggiornato il massimo storico, poco al di sotto dei 4.820 punti.

Da segnalare l’importante traguardo raggiunto ieri da Apple. Il colosso del settore tecnologico, chiudendo la precedente seduta a quota 182,01 dollari (+2,5%), è diventato la prima società quotata al mondo a superare i 3.000 miliardi di dollari di capitalizzazione.

Sul fronte dei dati macro, l’indice ISM del settore manifatturiero è calato, nel mese di dicembre, a 58,7, in calo rispetto al 61,1 di novembre e al di sotto del valore stimato dagli analisti (60,0). Si tratti comunque di un valore che, essendo superiore alla soglia di 50, indica un’espansione dell’attività nel settore manifatturiero statunitense, seppur meno accentuata rispetto al mese precedente.

La giornata più attesa della settimana sarà senza dubbio quella di venerdì 7 gennaio, quando è previsto il report sull’occupazione da parte del Dipartimento del Lavoro, tra cui spicca il dato sui Non Farm Payrolls, importante indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro statunitense.

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Nel mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bund, ovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, sale a 134 punti base, in rialzo di due punti rispetto alla chiusura della seduta precedente. Il rendimento del Btp sale a +1,21%; stabile, invece, il rendimento del Bund, pari a -0,13%. In rialzo il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato Usa), pari +1,67%, in aumento di quattro punti rispetto alla chiusura della scorsa seduta.

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