Piazza Affari, mercoledì 12 gennaio: chiusura positiva, salgono Iveco e Azimut

Borse in rialzo dopo il rilascio dei dati sull’inflazione americana, che hanno confermato le attese degli analisti, oltre a far registrare il massimo da giugno 1982. Bene, nel paniere azionario del Ftse Mib, il titolo Azimut, dopo l’annuncio di un utile netto da record.

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Ingresso di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Adobe stock)

La Borsa di Milano prosegue sulla strada del rialzo intrapresa ieri, dopo tre sedute consecutive terminate in perdita, in linea con quanto accaduto nelle altre principali borse europee. Il Ftse Mib ha incrementato i guadagni dopo il rilascio dei dati sull’andamento dell’inflazione statunitense, alle ore 14:30. L’incremento del livello generale dei prezzi è risultato, nel mese di dicembre, coerente con le stime degli analisti. Perciò, il fatto che l’aumento dell’inflazione, almeno per il momento, non stia superando le attese ha tranquillizzato i mercati, consapevoli che una eventuale accelerazione inattesa del tasso di inflazione potrebbe indurre la Fed ad un inasprimento della politica monetaria più aggressivo dei tre rialzi dei tassi previsti, attualmente, per l’anno appena iniziato.

A Piazza Affari, si conferma molto volatile il titolo Iveco Group (in rialzo, oggi, di oltre il 5%), giunto alla sua seconda settimana di scambi dopo lo scorporo da Cnh Industrial. Acquisti anche sul titolo Azimut (società di gestione del risparmio), dopo l’annuncio del conseguimento dell’utile netto più alto di sempre nel 2021, ovvero un valore tra 600 e 650 milioni di euro. Giornata negativa, invece, per Unicredit, dopo la diffusione di rumors secondo cui il gruppo bancario italiano sarebbe interessato all’acquisto della banca russa Otkritie: gli investitori sono dubbiosi sia per l’onerosità dell’operazione che per il rischio geopolitico connesso alla stessa.

La chiusura dei mercati azionari europei: il migliore è Londra

Di seguito, le performance registrate, in chiusura di seduta, dai principali indici azionari europei:

  • FTSE 100 (Londra): +0,81%
  • CAC 40 (Parigi): +0,75%
  • FTSE MIB (Milano): +0,65% a quota 27.714,26 punti indice
  • DAX (Francoforte): +0,43%
  • IBEX 35 (Madrid): +0,16%

L’Euro Stoxx 50, indice composto dalle 50 principali società europee per capitalizzazione di mercato, chiude la seduta in rialzo dello 0,81%, a quota 7.551,72 punti.

Titoli migliori del Ftse Mib

I titoli più acquistati di giornata sono stati i seguenti (considerando quelli inclusi nell’indice principale di Piazza Affari):

  • Iveco Group: +5,71%
  • Azimut: +4,22%
  • Finecobank: +3,71%
  • Diasorin: +2,66%
  • Intesa San Paolo: +2,56%
  • Eni: +1,89%
  • Stellantis: +1,89%
  • Banca Mediolanum: +1,87%
  • Nexi: +1,78%
  • Mediobanca: +1,29%

Titoli peggiori del Ftse Mib

I maggiori ribassi, invece, sono stati registrati dai seguenti titoli azionari:

  • Unicredit: -3,23%
  • Amplifon: -2,41%
  • Moncler: -0,66%
  • STMicroelectronics: -0,63%
  • Campari: -0,29%
  • Leonardo: -0,24%
  • Banco Bpm: -0,21%
  • Telecom Italia: -0,20%
  • Enel: -0,13%
  • Hera: -0,11%

Stati Uniti: tasso di inflazione al 7% a dicembre, Wall Street sulla parità

Indici nei pressi della parità a Wall Street. L’azionario statunitense consolida i livelli raggiunti dopo il rialzo di ieri, cominciato già nelle ultime ore della seduta di lunedì, che ha consentito alle quotazioni di recuperare parte delle perdite subite dopo la pubblicazione dei verbali Fed di mercoledì 5 gennaio.

Nelle prime fasi successive all’apertura odierna gli indici sono saliti con decisione, confortati da un’inflazione che, seppur in rialzo, non ha superato le attese. Dopo la prima mezz’ora, però,  hanno rallentato la corsa, tornando sui livelli della vigilia.

Queste le performance evidenziate, dai principali indici statunitensi, alle 19:50 ora italiana:

  • Nasdaq 100: +0,40%
  • S&P 500: +0,15%
  • Dow Jones: -0,07%

L’indice generale dei prezzi al consumo (IPC), nel mese di dicembre, è salito del 7% su base annua, in linea con le stime degli analisti ed in rialzo rispetto al 6,8% registrato a novembre. Leggermente superiore alle attese, invece, l’IPC core (indice che non considera il prezzo di beni alimentari ed energetici), pari al 5,5% rispetto a dicembre 2020. Gli analisti si aspettavano, invece, un IPC core in crescita del 5,4%. A novembre, l’aumento era stato del 4,9%. Su base mensile, invece, la crescita dei due indici è risultata pari, rispettivamente, al 0,5% e allo 0,6% (le stime erano, nell’ordine, pari a 0,4% e 0,5%).

Notizie dagli altri mercati: Bitcoin in ripresa, sale il petrolio dopo i dati sulle scorte Usa

Nel mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bund, ovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, scende a 135 punti base, in ribasso di quattro punti rispetto al precedente valore di chiusura. Il rendimento del Btp sale a +1,26%; in rialzo anche il rendimento del Bund, pari a -0,09%. In ribasso, invece, il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato Usa), pari +1,73%, in calo di due punti rispetto alla chiusura della scorsa seduta.

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