Piazza Affari, mercoledì 9 giugno: chiusura in ribasso, sale Nexi, giù Ferrari

La chiusura della seduta odierna della Borsa di Milano, titoli migliori e titoli peggiori di giornata. Uno sguardo anche all’andamento di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari. Una sintesi dei temi più importanti della giornata. 

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Ingresso di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Adobe stock)

Prevale ancora un clima di attesa nella Borsa di Milano e, in generale, in tutte le principali borse europee e a Wall Street. Come prevedibile, anche oggi investitori prudenti e, di conseguenza, pochi movimenti nei mercati azionari (ad eccezione di Zurigo), in vista della giornata di domani, in cui sono in programma due appuntamenti molto attesi dagli operatori, ovvero il meeting della Banca Centrale Europea e il rilascio dei dati relativi all’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti, da cui si avranno informazioni circa l’andamento dell’inflazione negli USA nel mese di maggio.

La BCE domani non dovrebbe apportare modifiche nè al livello dei tassi interesse né al programma di acquisto titoli di Stato (cosiddetto quantitative easing) e, secondo le ultime dichiarazioni rilasciate dalla governatrice Christine Lagarde e da alcuni membri del consiglio direttivo, la banca centrale dovrebbe mantenere in vigore l’attuale politica monetaria ultra accomodante ancora per lungo tempo. Però, in considerazione degli ultimi dati sull’inflazione dell’eurozona, da cui è emerso un rialzo della stessa fino al raggiungimento del target del 2%, qualora la BCE dovesse decidere di ridurre, immediatamente o a partire dai prossimi mesi, l’ammontare degli acquisti di titoli dalle banche, i mercati potrebbero interpretare questa mossa come tapering (termine utilizzato per indicare una riduzione della portata del quantitative easing) e, quindi, come un primo passo verso il restringimento della politica monetaria, ovvero verso un rialzo dei tassi di interesse. Questo scenario potrebbe determinare uno storno dei mercati azionari europei, soprattutto nel breve periodo. Qualora, invece, le misure di supporto all’economia rimanessero invariate, i mercati potrebbero continuare a muoversi al rialzo e ad aggiornare i massimi. Gli investitori sono, dunque, in attesa di avere maggiori indizi circa le future intenzioni della Banca Centrale Europea, prima di assumere nuove posizioni nei mercati.

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La chiusura dei mercati azionari europei: il migliore è Zurigo

A seguire, le performance registrate, in chiusura di seduta, dai principali indici azionari europei:

  • SMI (Zurigo): +1,13%
  • CAC 40 (Parigi): +0,19%
  • IBEX 35 (Madrid): +0,03%
  • FTSE 100 (Londra): -0,20%
  • FTSE MIB (Milano): -0,26%
  • DAX (Francoforte): -0,38%

L’Euro Stoxx 50, indice composto dalle 50 principali società europee per capitalizzazione di mercato, conclude la seduta con una performance di +0,02%, quindi invariato rispetto alla chiusura di ieri, a quota 4.096,85 punti indice.

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Titoli migliori del Ftse Mib

Tra i titoli azionari appartenenti al listino principale della Borsa di Milano, i più acquistati oggi sono stati:

  • Nexi: +2,74%
  • Hera: +1,80%
  • A2a: +1,76%
  • Campari: +1,69%
  • Inwit: +1,26%
  • STMicroelectronics: +1,24%
  • Recordati: +0,97%
  • DiaSorin: +0,84%
  • Bper Banca: +0,84%
  • Prysmian: +0,61%

Titoli peggiori del Ftse Mib

I maggiori ribassi, invece, sono stati registrati dai seguenti titoli:

  • Ferrari: -2,65%
  • Moncler: -2,24%
  • Buzzi Unicem: -1,69%
  • Stellantis: -1,40%
  • Cnh Industrial: -1,20%
  • Saipem: -0,81%
  • Telecom Italia: -0,81%
  • Pirelli: -0,73%
  • Finecobank: -0,71%
  • Tenaris: -0,71%

Stati Uniti: attesa per i dati di domani sull’inflazione

Nulla di nuovo a Wall Street rispetto a quanto già raccontato nei giorni scorsi. La seduta, infatti, si mantiene nei pressi dei livelli di vigilia, caratterizzata ancora da un andamento laterale a bassa volatilità. Queste le performance evidenziate, alle 19 ora italiana, dai principali indici azionari di Wall Street:

  • Nasdaq: +0,34%
  • S&P 500: +0,10%
  • Dow Jones: -0,14%

In queste situazioni di prolungata contrazione della volatilità, rispetto alla media, quando la stessa torna a salire, lo fa in modo repentino e il mercato comincia a muoversi in modo direzionale, molto spesso al ribasso. Sarà interessante capire se, dopo il rilascio dei dati sull’indice dei prezzi al consumo di domani, torneranno a vedersi movimenti importanti nell’azionario statunitense, che evidenzia poca attività ormai da qualche settimana. In particolare, potrebbe generare un impatto rilevante sui mercati una lettura di inflazione superiore alle attese, da cui potrebbero scaturire nuove preoccupazioni di un possibile rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, mossa non gradita agli investitori che vedrebbero aumentare il costo necessario per accedere a capitale di terzi. Il prossimo meeting della Fed è in programma durante la prossima settimana, nella giornata di mercoledì 16, e l’IPC è l’ultimo dato macro di una certa rilevanza prima di tale appuntamento. Secondo le stime degli analisti, a maggio, l’IPC core (indice dei principali prezzi al consumo) dovrebbe attestarsi, su base annuale, al 3,4%, in rialzo rispetto al 3% rilevato nel mese precedente (consultare il calendario economico per maggiori dettagli al riguardo).

Altre notizie dai principali mercati finanziari: importante rimbalzo del Bitcoin

Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bund, ovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, scende ancora, seppur leggermente, a quota 102 punti base (-2 rispetto al valore di chiusura di ieri): il rendimento del Btp risulta in calo e si attesta a quota +0,77%, scende anche il rendimento del Bund, pari a -0,25%. Stessa dinamica anche per il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato USA) che risulta pari a +1,49%, ai minimi dal mese di marzo e in ribasso di 4 punti base rispetto alla chiusura di ieri.

Forte rimbalzo del Bitcoin, che fa registrare attualmente un rialzo, su base giornaliera, del 9,24%. La criptovaluta più diffusa viene scambiata attualmente a 36.500 dollari circa, mostrando segnali di ripresa proprio quando sembrava avviarsi verso la parte bassa dell’area di trading range sviluppata nelle ultime settimane e delimitata dal livello di resistenza dei 40.800 dollari e dal livello di supporto dei 30.000 dollari. Dal punto di vista operativo, la scelta migliore sembra essere quella di attendere la rottura di uno di questi due livelli, prima di prendere posizione sul Bitcoin: al rialzo, in caso di rottura rialzista della resistenza o al ribasso in caso di rottura ribassista del supporto.

Nel mercato valutario, rimane stabile il cambio Euro/Dollaro USA, anch’esso in attesa degli eventi in programma nella giornata di domani. Il cambio più utilizzato dai traders del Forex viene scambiato attualmente ad un tasso di 1,2179, corrispondente ad una variazione su base giornaliera di +0,07%.

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Per quanto riguarda le materie prime, poco mosso il prezzo dell’oro, che quota 1.891,62 dollari l’oncia, con una performance su base giornaliera di -0,06%. In leggero ribasso, invece, il prezzo del petrolio: il WTI (West Texas Intermediate, prodotto negli Stati Uniti) quota 69,77 dollari al barile, con una performance di -0,40% su base giornaliera, mentre il Brent (prodotto in Europa) quota 72,00 dollari al barile, con una variazione di -0,25% rispetto al valore di chiusura di ieri. Il dato sulle scorte di petrolio greggio in giacenza presso le aziende statunitensi, rilasciato questo pomeriggio alle 16:30, ha evidenziato un riduzione delle stesse, su base settimanale, pari a 5.241.000 di barili, molto meglio rispetto alle stime degli analisti (-2.036.000 di barili).

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