Prezzi benzina e diesel oltre 2 euro al litro: tre soluzioni pensate dal Governo per frenare l’aumento

La domanda di benzina e carburanti rimane pressoché invariata ma il prezzo continua ad aumentare a causa di inflazione e dinamiche nel mercato del petrolio. Ecco tre soluzioni pensate dal Governo.

Come i prezzi dei carburanti diminuiranno? La risposta non è scontata perché a incidere sul prezzo di benzina e diesel ci sono tanti fattori; il più imprevedibile rimane il conflitto in Ucraina in grado di alterare gli scambi commerciali sul piano internazionale.

Prezzi benzina e diesel oltre 2 euro al litro, il Governo corre ai ripari per frenare l'aumento

Un altro dei fattori rimane il cambio euro dollaro che nonostante il taglio delle accise pesa sul prezzo d’acquisto con ricadute sulla vendita al dettaglio e sul consumatore finale. Tra le tante ipotesi per frenare il caro carburanti, c’è anche quella di prorogare la misura oltre l’8 luglio oltre la stagione estiva. La cifra messa a disposizione per compensare il mancato introito di una parte delle accise arriverebbe a quasi 1 miliardo di euro al mese.

Tassazione sugli extraprofitti o tetto massimo ai prezzi della benzina

Escludendo uno scostamento di bilancio, si sta valutando anche un’altra estensione della tassazione sugli extraprofitti. Questa può passare dal 25 al 30% ed essere estesa a banche e intermediari finanziari con attività correlate al settore. La seconda alternativa su proposta del ministro della Transizione ecologica, è imporre un tetto massimo al prezzo mantenendo così sotto controllo i costi soprattutto per chi necessità dei trasporti per lavoro o dei carburanti per portare avanti la propria attività di impresa.

Intanto il problema energetico rischia di estendersi anche sul gas; ieri il colosso russo Gazprom ha annunciato di aver ridotto del 40 per cento i flussi attraverso il gasdotto Nord Stream 1 che collega direttamente la Russia alla Germania. La ragione ufficiale è il ritardo nei lavori di riparazione di una stazione di compressione a causa dell’impossibilità di ottenere i pezzi necessari proprio a causa delle sanzioni.

Quindi anche i prezzi del gas, da un mese in discesa, sono tornati a salire. A inizio aprile Berlino aveva nazionalizzato Gazprom Germania per timore che fosse utilizzata come arma da parte della Russia a causa delle tensioni sulla guerra in Ucraina. La società controlla gli impianti di stoccaggio e di trasporto del gas in Germania e altri paesi europei.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *