Superbonus, cessione del credito di nuovo in tilt? Per le banche la questione capienza fiscale

Le ultime news su superbonus e bonus casa ci informano del fatto che la cessione del credito alle banche vale ormai circa 77 miliardi, a fronte di poco più di 81 miliardi di capienza fiscale totale. Ciò significa che al momento è difficile l’acquisto di nuove somme, mentre gli operatori attendono lo sblocco di un settore impantanato ormai da diversi mesi.

I bonus edilizi ed in testa il Superbonus hanno portato vari problemi pratici, specialmente per quanto riguarda il meccanismo della cessione del credito, e le ultime notizie sul tema non fanno stare tranquilli.

superbonus
pixabay

Infatti vi sono numeri non positivi sulla cessione e a fornirli è la relazione finale della commissione d’inchiesta parlamentare sul sistema bancario e finanziario del 13 settembre scorso.

La commissione citata si è insediata a giugno di quest’anno, dopo numerose segnalazioni circa le difficoltà nell’accesso alla cessione del credito, e ha così analizzato i dati forniti dagli istituti di credito al fine di dare una valutazione dettagliata ed aderente alla realtà delle misure introdotte in parallelo all’avvio del Superbonus.

Ebbene dalle considerazioni nel documento emerge un dato piuttosto chiaro: lo spazio di manovra fiscale per gli istituti di credito è praticamente terminato. In pratica di qui ai prossimi cinque anni le banche hanno impegni per 76.989 milioni di euro a fronte di un potenziale di 81.158 milioni. Questo vuol dire che lo spazio di manovra è ridotto ed è pari a poco più di 4 miliardi di euro. Ecco allora nuovi problemi pratici per quanto riguarda l’attuazione del meccanismo della cessione del credito

Superbonus: il rischio nuova frenata è concreto

Nella relazione della commissione d’inchiesta di alcuni giorni fa si trova infatti scritto che la capienza fiscale delle banche è “sostanzialmente interamente impegnata“. La conseguenza può essere una sola: una nuova frenata al Superbonus e bonus casa, e proprio in un periodo in cui le istituzioni hanno inteso introdurre nuove misure a sostegno della ripresa di queste agevolazioni edilizie.

Nate infatti sotto i migliori auspici, per rilanciare il settore edile dopo la pandemia e per favorire l’ammodernamento degli immobili, i bonus edili hanno manifestato vari problemi applicativi e abusi e irregolarità non sono mancate – come testimoniato da tanti casi di cronaca degli ultimi mesi.

Ma, come accennato, i numeri parlano chiaro: la cessione del credito vale circa 77 miliardi di euro, tenuto conto sia delle pratiche deliberate che di quelle in lavorazione, ovvero un ammontare che si avvicina alla capienza fiscale totale degli istituti di credito, corrispondente a circa 81 miliardi per il prossimo quinquennio.

Gli esperti di economia non hanno dubbi: queste cifre rappresentano un pericolo concreto di nuova brusca frenata delle due opzioni traino del Superbonus e dei bonus edilizi differenti. Vale a dire cessione del credito e sconto in fattura – le due alternative previste dal legislatore alla detrazione diretta.

Superbonus: i dati numerici della relazione d’indagine della Commissione parlamentare non facilitano la ripresa dei bonus edilizi

In una situazione del genere, per le banche la strada della cessione del credito si fa in salita, ed è difficile pensare ora all’acquisto di nuove somme, senza uno sblocco effettivo di un settore intrappolato da tempo in norme che avrebbero potuto essere redatte in modo più efficace e che invece hanno prodotto rallentamenti, disagi e modifiche all’impianto originale di una maxi agevolazione come il Superbonus.

Lo ribadiamo: con la capienza fiscale in esaurimento, le banche hanno un margine d’azione limitato in tema di Superbonus e bonus casa. Infatti sono ormai prossimi al limite massimo complessivamente disponibile i crediti fiscali in pancia delle banche – in rapporto agli iter burocratici di cessione del credito per utilizzo del Superbonus.

In altre parole, la capienza fiscale complessiva, vale a dire l’ammontare totale dei versamenti che l’istituto di credito prevede di compiere nell’arco temporale previsto per l’uso delle somme scaturenti dai bonus edilizi, è vicina alla saturazione.

Non a caso nella relazione della commissione banche del 13 settembre 2022 si sottolinea che la capienza fiscale annua corrisponde a 16.315 miliardi circa, valore che moltiplicato per cinque anni, ovvero il periodo di utilizzo dei crediti da superbonus, corrisponde a poco più di 81 miliardi. Mentre gli impegni finora assunti dalle banche nel biennio 2020-2022 si si avvicinano, come detto, alla cifra dei 77 miliardi di euro. Non ci sono dubbi sul fatto che il bacino è ormai quasi ‘colmo’.

Necessario un ulteriore intervento per sbloccare il mercato della cessione del credito

Appunto la relazione citata ha mostrato che, per quanto riguarda l’efficacia della cessione del credito, uno dei fattori chiave sia la concreta capacità delle banche di assorbire la gigantesca mole di richieste da parte di cittadini e aziende. E gli ultimi segnali non paiono andare nella direzione di un assorbimento ulteriore.  

Questo il quadro sui dati dei crediti fiscali acquistati e di quelli potenzialmente acquistabili da parte delle banche, mentre il pericolo che queste ultime si trovino nell’impossibilità di acquistare ulteriori crediti, in mancanza di ulteriori cessioni ad altri soggetti, è tangibile.

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Come indicato nella relazione è fondamentale dunque riattivare il circuito della cessione del credito al sistema bancario e a terzi, in modo da evitare la chiusura di migliaia di aziende edili con importanti ricadute in termini occupazionali e di gettito fiscale prodotto dalla filiera edile. Ma evidentemente il tempo stringe e sarà compito del nuovo Governo modificare nuovamente, come è sperabile, la disciplina sulla cessione crediti fiscali e Superbonus.

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