La misura varata a luglio 2020 dal Governo Conte è stata ideata per far ripartire l’economia del comparto edilizio.
Il risultato positivo pare essere già stato raggiunto, genera un valore economico di 124,8 miliardi di euro, pari al 7,5% del Pil. L’ENEA ha pubblicato i dati sulle domande di superbonus rilevate attraverso la presentazione delle domande.
I fondi impiegati dallo Stato risultano sproporzionati e superano la spesa annua di una finanziaria. Al 31 agosto l’ammontare è arrivato a circa 43 miliardi di euro.
Il vantaggio di tale bonus è consistito nella possibilità di ristrutturare senza spese; sia sotto il profilo dell’efficientamento energetico sia della messa in sicurezza sismica. Questo grazie alla cessione del credito. Tramite ciò il cittadino può usufruire del contributo sotto forma di una detrazione fiscale diretta al 110% dalle tasse, oppure trasformare l’imposta in credito.
Le coperture di tale misura non dovrebbero essere in discussione a meno di novità impreviste; tuttavia l’incertezza nello scenario internazionale e l’ingresso di un nuovo esecutivo potrebbe cambiare le sorti dei lavori non ancora completati. Al momento rimane una possibilità remota; infatti, da qualche mese il governo ha concesso nuovi massimali. Le spese coperte dal Superbonus 110% saranno incrementate grazie al Decreto prezzi di ben il 20%.
Per avere un esempio, per gli interventi di riqualificazione energetica si è passati da 960 a 1.200 euro al metro quadro.
Le prospettive sulle risorse economiche per il superbonus devono considerarsi a partire dal totale degli investimenti per lavori già conclusi ammessi a detrazione. Questi sono pari a 33 miliardi; altri 9 sono invece investimenti non conclusi che possono essere più esposti al rischio dell’assenza di coperture qual ora un’emergenza sospendesse o riducesse le agevolazioni.
In particolare, per gli interventi effettuati dai condomini e dalle persone fisiche su edifici composti da due a quattro unità immobiliari il bonus dovrebbe coprire gli interventi e le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025. Tuttavia dal primo gennaio 2024 la detrazione viene ridotta al 70% e successivamente al 65% per le spese sostenute nel 2025.
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