Il TFR alla badante: spetta anche se si dimette? La risposta stupirà

Il rapporto di lavoro domestico (badante o colf) può cessare per libera volontà del datore di lavoro o del lavoratore. Ma spetta il TFR alla badante?

Il TFR alla badante
Il TFR alla badante

Il trattamento di fine rapporto spetta sempre e anche il preavviso. Infatti, sia nel caso di licenziamento (da parte del datore di lavoro) o dimissioni (da parte del lavoratore domestico) è necessario fornire sempre un regolare preavviso. Il tempo di preavviso varia a seconda dell’impegno settimanale. Nel caso di mancato preavviso da parte del datore di lavoro è dovuta al lavoratore un’indennità, pari al preavviso che avrebbe dovuto riconoscere. Invece, nel caso di dimissioni, se il lavoratore non effettua la comunicazione del preavviso, l’importo che gli sarebbe spettato per il periodo di preavviso, sarà decurtato dal TFR spettante.

Il TFR spetta anche alla badante che si dimette?

In riferimento al trattamento di fine rapporto della badante, un Lettore ha posto un quesito agli Esperti di Trading.it. Il Lettore chiede se alla badante che si dimette per tornare nel suo paese, spetta il TFR.

La normativa vigente prevede che sia per dimissioni sia per licenziamento, alla badante spetta il trattamento di fine rapporto (TFR). Il calcolo si effettua in base ai periodi di servizio, nello specifico per i periodi di servizio dal 1990 in poi, il TFR si determina anno per anno, sommando tutte le retribuzione corrisposte in ciascun mese e dividendo il risultato per 13,5. Gli importi così ottenuti devono essere prima sommati tra di loro e poi, rivalutati per 1,5 punti più il 75% dell’indice ISTAT del costo della vita, ad eccezione dell’anno in corso.

LEGGI ANCHE>>>Congedo Legge 104 attenzione alle brutte sorprese: rischio Tfr e pensione

La liquidazione si può anticipare

Inoltre, è prassi comune pagare il trattamento di fine rapporto anno per anno. Infatti, la legge consente la liquidazione venga salvata ogni anno, a condizione che la lavoratrice sia d’accordo. Se invece, la lavoratrice non accetta il pagamento del TFR anticipato, il datore di lavoro non può anticipare il pagamento della liquidazione.

Ricordiamo inoltre, che la legge prevede l’anticipo del TFR dopo otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro. L’importo riconosciuto può essere al massimo il 70% dell’importo maturato. Inoltre, bisogna presentare le motivazioni previste dalla normativa. TFR o TFS in anticipo per creare un’attività, quali possibilità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *