UniCredit in trattativa per l’acquisto della banca più vecchia del mondo

Il governo italiano in qualità di azionista di maggioranza di Monte dei Paschi, ha recentemente dato il via libera alle trattative per una potenziale acquisizione da parte di UniCredit. La soluzione auspicata da entrambe le parti potrebbe mettere fine alle travagliate vicende patrimoniali della banca senese.

sede banca Monte dei Paschi

Dati gli ampi margini dell’accordo commerciale, ci sono tutti gli estremi perchè esso vada a tutto favore della seconda più grande banca italiana.

L’operazione commerciale dovrebbe seguire tutti i criteri per garantire i parametri per una mitigazione dei rischi, che verranno messi in luce durante le trattative a cui parteciperanno il ministero dell’economia e delle finanze italiano, che ha approvato i prerequisiti per definire l’accordo. L’acquisizione da parte di UniCredit di Monte dei Paschi di Siena avverrà considerando la parte sana del capitale, escludendo di conseguenza i crediti deteriorati e i rischi finanziari, determinati dall’assetto patrimoniale passato e recente dell’istituto di credito.

Nonostante quello di UniCredit sia ora un impegno ufficiale, esso dovrà superare la verifica legale, patrimoniale e fiscale, nonché quelle relativa alla contabilità e all’esposizione della banca, al fine di definire i limiti e la struttura degli accordi, che solo in seguito potranno divenire vincolanti.

Quali sono i vantaggi per UniCredit dell’acquisizione di Monte dei Paschi di Siena?

L’amministratore delegato Andrea Orcel sarà quindi protagonista della straordinaria opportunità, dall’inizio del suo insediamento alla guida di Monte dei Paschi, avvenuta il 15 aprile. Tra i due istituti avverranno interlocuzioni in esclusiva per verificare la fattibilità dell’operazione, che permetterebbe di accelerare sulla messa in sicurezza dei requisiti patrimoniali, al fine di poter agevolare il raggiungimento di un rendimento sufficiente e tale da garantire una profittabilità sul lungo termine.

Dal canto suo UniCredit potrà anche avvantaggiarsi dal punto di vista territoriale, rafforzando il suo posizionamento competitivo in particolare in Toscana e al Centro Nord, dove si trovano i tre quarti delle sedi e degli sportelli di Monte dei Paschi. Questo prestigioso istituto è ad oggi la banca più vecchia del mondo, e da almeno 12 anni è stata parzialmente statalizzata a causa della sua scarsa profittabilità e per l’eccesso dei crediti deteriorati, presi in carico oltre dallo Stato italiano per mezzo del Mef, azionista per il 64%, che dovrà cedere la sua quota secondo gli accordi assunti con l’Europa entro l’inizio del prossimo anno.

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Anche per questo motivo una risoluzione degli accordi e della cessione della proprietà in tempi rapidi a favore di UniCredit, è in grado di risollevare e ridefinire a favore di tutto il comparto finanziario il settore creditizio nazionale. UniCredit ha coltivato da tempo questo obbiettivo e ha colto il momento propizio per sfruttare con il giusto tempismo le consistenti agevolazioni fiscali che il governo è in grado di concedere, anche al fine di poter garantire già dall’immediato ritorni sostenibili.

L’amministratore delegato di Monte dei Paschi Guido Bastianini si dice grato dell’avvio dei lavori e dell’inizio delle revisioni della situazione finanziaria dell’istituto da parte di UniCredit, che potrà agevolarsi ulteriormente nelle trattative dai precedenti stabiliti durante le operazioni di acquisizione, avvenute lo scorso anno da parte di Intesa Sanpaolo su UBI Banca, seguita a aprile da Crédit Agricole che ha acquisto Credito Valtellinese.

Dato l’avviamento delle trattative la politica italiana monitora con attenzione l’acquisizione della banca toscana e si interroga su come  la banca guidata da Andrea Orcel intenda finanziare l’operazione. Ogni parte politica è pronta a fare il suo ruolo per verificare che l’accordo non danneggi le parti sociali o il territorio, al fine di garantire che l’eventuale processo economico si svolga anche nel rispetto degli interessi degli italiani. Restano da valutare le incognite dell’operazione, sembra infatti che UniCredit non voglia procedere con l’acquisizione completa della banca ma soltanto le parti che potrebbero rappresentare un interesse diretto e immediatamente remunerativo.

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