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Svolta Volkswagen: definitivo il passaggio da benzina all’elettrico

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Lo scorso anno è stato quello che potremmo definire un punto di non ritorno per il consumo energetico basato sui carburanti fossili e l’emissione di gas serra, oggi ne osserviamo gli effetti sui modelli produttivi e l’innovazione.

La Cina, attualmente responsabile del più alto numero di emissioni di gas effetto serra al mondo, ha finalmente preso atto del problema, mettendo l’anno scorso a bilancio una riduzione sistematica nell’uso dei carburanti fossili. Già dal 2017 aveva iniziato a convertire i sistemi di riscaldamento di milioni di abitazioni da carbone e legna al gas naturale.

Da canto suo, l’Unione Europea, da sempre sensibile al problema, è invece riuscita per la prima volta a fare in modo che i consumi alimentati da fonti energetiche rinnovabili superassero quelli non rinnovabili. Negli Stati Uniti con la vittoria delle elezioni di Joe Biden ci si aspetta un impegno concreto della Casa Bianca per il contrasto al cambiamento climatico.

Se nuovi modelli di natura geopolitica verranno a confermarsi, lo sapremo nell’arco del nuovo decennio, prima di allora potremmo assistere all’emersione di nuove aziende che focalizzano i loro prodotti e investimenti sul settore delle energie rinnovabili o su prodotti ecosostenibili, oppure aziende già esistenti che rinnovano i loro prodotti convertendoli, per affrontare il futuro della decaborbonizzazione che è già presente.

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Volkswagen: piano per l’elettrico da 35 miliardi

È notizia recente che il colosso automobilistico tedesco Volkswagen ha annunciato di voler tagliare un numero imprecisato di posti di lavoro entro la fine del 2023, per ridurre i costi di produzione e finanziare il passaggio delle auto dalla benzina all’elettrico. In diretta competizione con le case automobilistiche già presenti sul mercato, ha annunciato di voler costruire almeno sei fabbriche di batterie in diversi paesi europei tra i quali Francia, Spagna e Polonia entro il 2027, con un investimento stimato di circa trentacinque miliardi di euro. In questo modo diventerebbe il secondo più grande produttore di batterie per i modelli elettrici dopo la Cina.

Il costo di una batteria elettrica costituisce attualmente il 30% dei costi di produzione delle auto elettriche. Tuttavia sembra difficile riuscire a produrre delle batterie che performino meglio di quelle Tesla, uno dei competitori leader nel settore la cui efficienza sia delle batterie che dei motori elettrici sembra avanti di almeno quattro o cinque anni. In oltre la casa automobilistica di Elon Musk ha costruito un ecosistema per le proprie auto a cui gli altri attori del mercato e quindi i proprietari di altri veicoli non hanno accesso, come ad esempio il sistema esclusivo di guida assistita e le stazioni di ricarica ultrarapidi.

Le quotazioni di Volkswagen volano

Gli investitori hanno premiato se non il coraggio di cambiare rotta, almeno l’intraprendenza della casa automobilistica tedesca. Oltre a ciò il sentiment generale dell’economia tedesca è risultato in crescita, almeno secondo l’ultimo dato dell’indice ZEW che è passato dai 71,2 punti di febbraio ai 76.6 di marzo.

L’Indice ZEW è un’indice di fiducia delle imprese basata sui risultati dell’indagine del centro per la ricerca economica europea, che interroga ogni mese esperti finanziari in tutta Europa, per poter fare una previsione a medio termine sulla situazione economica della Germania. Esso è quindi un indice rappresentativo della salute attuale dell’economia tedesca.

Le quotazioni Volkswagen hanno raggiunto un massimo che non si vedeva da ben 11 anni quando a luglio 2009 toccava quota 250,64 euro. Nei sei anni precedenti il prezzo della casa automobilistica tedesca si manteneva orientativamente tra i 130 euro e i 170 euro, mentre nell’ultimo mese e mezzo, ha quotato intorno ai 180 euro.

Per avere un termine di paragone della sorprendente variazione, negli ultimi 15 giorni ha avuto un incremento del 61% con uno spike che ha raggiunto i 313 euro, di cui  quasi la metà dell’incremento totale solo nella prima parte della giornata di oggi. Naturalmente le proporzioni della volatilità così sbilanciate rispetto alla price action precedente non consentono di formulare ipotesi operative, in quanto si assiste a un mutamento completo nella natura dei volumi presenti a mercato.

È necessario attendere che la volatilità venga distribuita su un arco temporale utile ad avere i primi riferimenti statistici. Nel caso si volesse operare in questo momento, acquistando a un prezzo ragionevole si dovrebbe attendere un supporto di prezzo almeno intorno ai 197 dollari, molto lontano dalle quotazioni attuali.

Le informazioni presenti in questo articolo non sono da intendersi come un invito all’investimento né alla speculazione.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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