Hai 100mila euro? Ecco come investirli a partire da settembre

Da qualche anno a questa parte e soprattutto negli ultimi mesi si sente spesso parlare di sostenibilità ambientale e di energie rinnovabili, soprattutto da quando l’Europa si è impegnata in questo senso sia sul fronte economico che legislativo.

Alleato finanziario

Per sostenere l’evoluzione e il futuro dell’economia dell’eurozona si dovrà necessariamente seguire la strada della decarbonizzazione. Se per la nostra quotidianità non sembrano per ora esserci stati cambiamenti rilevanti, per il mondo dell’industria, sostenibilità sembra un termine imprescindibile da applicare alle politiche produttive e aziendali.

Gli investimenti non possono dunque prescindere da questa variabile macroeconomica, che sarà sempre più influente nella società odierna. Per orientare il proprio portafoglio a partire da settembre si dovrà pendere atto di come Usa, Cina, Europa siano oggi coinvolti politicamente e sopratutto economicamente nel perseguimento degli obbiettivi per raggiungere la neutralità energetica, con una tabella di marcia che ha già predisposto le tappe della decarbonizzazione fino al 2050. Il sistema produttivo di conseguenza deve diventare responsivo e ha già mostrato segni di profondo mutamento.

Tre fattori  da considerare per investire nel 2021

Lo stato dell’arte degli investimenti orientati verso i temi ambientali è oggi riassunto nell’acronimo ESG, Environmental, Social, Governance (ovvero ambientale, sociale, organizzativo), tre parametri per la misurazione della sostenibilità delle aziende, a partire dalla filiera produttiva fino alle ricadute economiche e sociali dei prodotti immessi sul mercato.

Il secondo elemento da considerare per valutare l’esposizione e la crescita dei vari settori economici, è la diffusione e l’impatto sui cicli produttivi delle crisi sanitarie, che necessariamente continueranno ad avere accelerazioni e ricadute sul prezzo di merci e materie prime, nonché sui servizi che permettono di affrontare la diffusione delle varianti del coronavirus come ad esempio, le biotecnologie, la farmaceutica ma anche più semplicemente il settore digitale e i servizi e-commerce.

Settembre in questo senso potrà essere uno spartiacque per gli investimenti, in quanto la scommessa sullo scenario futuro è in grado di determinare ampiamente il successo o il fallimento delle prospettive di crescita, a meno che una parte del profitto potenziale venga sacrificato a fronte di una maggiore diversificazione. La domanda che si dovrebbe fare un investitore oggi è: devo orientare i miei investimenti sull’aspettativa di un’uscita completa dalla crisi economica e sanitaria, oppure in base all’aspettativa di un’economia che si prepara a essere intervallata da numerosi altri lockdown?

In termini più concreti la domanda potrebbe essere: è meglio investire sulla crescita del valore di immobili, servizi di intrattenimento come Netflix o Dinsey Plus, videochat come Zoom e servizi che organizzano attività fisica a distanza come Peloton Interactive, oppure puntare sul recupero delle aziende nel settore turistico, della ristorazione e del trasporto aereo?

I settori più remunerativi correlati alla sostenibilità ambientale

Tra i settori percepiti come più attivi sul fronte della sostenibilità ambientale, che rimarrà il tema portante dei prossimi decenni, volendo puntare sui singoli titoli a guidare la classifica delle aziende quotate in Italia troviamo Enel, Stellantis, Intesa Sanpaolo, Poste italiane.

Rimanendo in ambito europeo, un’azienda di particolare interesse correlata in modo indiretto al settore delle rinnovabili, che può avvantaggiarsi dalla crescita delle società che aderiscono ai criteri ESG è Linde Plc. L’azienda con sede a Monaco è in grado di performare nonostante la possibilità di un mutamento nella crescita del settore dei veicoli elettrici e delle rinnovabili, infatti l’azienda è specializzata nel trattamento, nello stoccaggio e nello sviluppo di gas di sintesi e materiali per il trattamento chimico e petrolchimico, è impegnata nello sviluppo di energie alternative a basso impatto ambientale come l’idrogeno, il gas naturale liquefatto, ma è anche coinvolta nella farmaceutica e nei processi di raffinazione petrolchimici.

Aziende come Toyota, Honda e Hyundai hanno già iniziato a sviluppare auto alternative a quelle elettriche che rientrano nel percorso di eliminazione delle emissioni inquinanti, basando il loro sistema di alimentazione sulle celle a combustibile alimentate a idrogeno. Le auto FCEV, diversamente dalle auto alimentate da una batteria elettrica, producono elettricità utilizzando una cella a combustibile alimentata a idrogeno. Queste auto sono in grado di utilizzare la batteria elettrica per ricatturare l’energia meccanica che si sviluppa ad esempio durante le frenate e rilasciarla per migliorare le prestazioni agevolando l’erogazione dell’idrogeno e ottimizzando i consumi. La Toyota Mirai, già presente in commercio, è una berlina che può ad esempio essere rifornita in una stazione a idrogeno in cinque minuti con un’autonomia di 347 km.

Altre due aziende su cui è possibile diversificare l’investimento tenendo conto delle incertezze economiche del settore tecnologico e del trend delle rinnovabili sono MasTec e Qaunta Service. Queste società operanti negli Stati Uniti forniscono servizi infrastrutturali per i settori dell’energia elettrica, delle condutture, delle comunicazioni e delle energie alternative.

ETF per diversificare e proteggersi dal rischio sistemico

Considerando in ogni caso la volontà di proteggere una parte del capitale investito, è necessario diversificare per esempio investendo su fondi indicizzati come gli EFT che comprendono al loro interno una serie di titoli e seguono l’andamento di diversi panieri pensati per rendere equilibrata l’esposizione al rischio. L’investitore dedica generalmente la sua attenzione professionale all’ottimizzazione dei rendimenti del capitale e ha a sua disposizione strumenti informativi specifici, con i quali è in grado di massimizzare l’efficacia dell’investimento. Un trader acquisterà o venderà gli strumenti finanziari selezionati in base al market timing, ovvero il momento che in base alla volatilità e il contesto economico è in grado massimizzare il rendimento.

In caso contrario è possibile investire per mezzo degli ETF, acronimo di Exchange Trade Fund: questi strumenti sono una forma di risparmio collettivo passivo, che replica l’andamento di indici, materie prime o panieri di asset. Negli ultimi dieci anni c’è stata una crescita vertiginosa nell’utilizzo di questi strumenti finanziari, che in molti casi hanno sostituito uno dei compiti dell’investitore e del trader, quello dello stock picking, per mezzo del quale vengono selezionati gli strumenti finanziari da inserire in portafoglio, tra quelli che secondo le sue aspettative ritiene essere maggiormente in grado di apprezzarsi.

Invesco QQQ Trust

Questo ETF investe a tutto tondo nel settore tecnologico relativamente alle aziende quotate sul Nasdaq 100 che raccoglie le maggiori cento società nel settore degli Stati Uniti come Apple, Microsoft, Amazon, che costituiscono quasi un terzo del valore del fondo. QQQ Trust è quindi un ETF esposto sulle aziende che rappresentano l’avanguardia tecnologica dei nostri tempi e sono impegnate nello sviluppo di settori come realtà aumentata, servizi cloud, Big data, streaming e servizi di pagamento elettronici nonché veicoli elettrici.

  • Asset in gestione: $ 159,1 miliardi
  • Rendimento dei dividendi: 0,6%
  • Spese: 0,20%

Vanguard Information Technology

Un altro ETF legato in modo più ampio al settore tecnologico, con un’esposizione bilanciata su un numero maggiore di titoli, Vanguard Information Technology è il più grande e liquido ETF del settore tecnologico in circolazione, con più di 340 aziende comprese nel paniere, le prime e più importanti partecipazioni comprendono aziende come Visa, Nvidia, PayPal, che sono un ottimo modo per rimanere investiti in un settore in crescita come quello digitale, pur non rimanendo esposti in modo troppo diretto rispetto a quello tecnologico.

  • Asset in gestione: $ 43,0 miliardi
  • Rendimento da dividendi: 0,8%
  • Spese: 0,10%

Amplify online retail

Amplify online retail è un fondo ETF che diversifica nel settore dell’e-commerce. Il comparto è cresciuto enormemente negli ultimi due anni grazie soprattutto alla spinta data dalla necessità di fare acquisti senza poter accedere ai negozi fisici. Per questo motivo l’e-commerce diventata per molti una nuova e comoda abitudine è aumentata negli USA solo nel 2020 del 44%, ed è rappresentativa di più di un quinto delle vendite al dettaglio totali. La digitalizzazione crescente e il facile accesso agli e-commerce anche per mezzo delle applicazioni e la capacità di confrontare i prodotti e facilitare la scelta tramite le recensioni, potranno accrescere la fetta di popolazione che attualmente li utilizza.

  • Asset in gestione: 1,8 miliardi di dollari
  • Rendimento dei dividendi: 0,5%
  • Spese: 0,65%

VanEck Vectors Rare Earth/Strategic Metals

Il VanEck Vectors Rare Earth/Strategic Metals è un ETF che offre accesso a società che producono, lavorano o riciclano terre rare e metalli e minerali strategici. Le terre rare sono metalli rarissimi prodotti soprattutto in Cina, diventati importanti nel corso dell’ultimo secolo in quanto le loro caratteristiche elettrochimiche e magnetiche hanno fatto si che nel corso degli ultimi dieci anni, i loro prezzi arrivassero ai massimi storici. Questi metalli hanno ancora un grande potenziale di crescita, in quanto il loro uso in ambito industriale si è amplificato per l’impiego nel comparto dei veicoli elettrici e nei sistemi atti a filtrare le emissioni nocive, nonché per l’uso in campo elettronico o nella costruzione di leghe metalliche ad alte prestazioni, come quelle del comparto aeronautico o aerospaziale.

  • Asset in gestione: 55 miliardi di dollari
  • Rendimento dei dividendi: 1,58%
  • Spesa: 0,50%