Ecco dove investire nei prossimi tre mesi per diversificare il rischio

L’economia prosegue nel sviluppare le tendenze dei mercati finanziari sempre più legati all’economia reale. Questa è ormai quasi inscindibile dalla finanza, che risulta essere la sua espressione immateriale ma assolutamente reale.

Alleato finanziario

Dopo quindici mesi di rialzi dei mercati globali è forse giunto il momento di cominciare a valutare prese di profitto.

Il bull trend è destinato a incontrare i suoi limiti divenuti evidenti se considerati in relazione alle variabili che almeno dall’inizio del 2020 lo stanno alimentando. I fattori economici positivi contingenti alla pandemia stanno probabilmente raggiungendo il loro picco.

I fattori che potrebbero invertire il sentiment rialzista sui mercati

Sono vari i fattori di tensione circa le aspettative di crescita economica delle maggiori economie: l’aumento strutturale dell’inflazione dovuto alle politiche economiche espansive e al risparmio accumulato dalle famiglie durante i lockdown, la penuria di materie prime in grado di rallentare la produzione incidendo su prezzi e catene di approvvigionamento, risultando in una stagnazione del mercato del lavoro.

Tra i settori in grado di performare di più n questo scenario c’è quello delle materie prime: gas, petrolio, ma soprattutto metalli preziosi, come rame, palladio, argento e oro, capaci di mantenere costante la propria crescita nel breve periodo anche con l’aumento dell’inflazione, a causa della loro scarsità e delle differenze notevoli tra i tempi di approvvigionamento e lo sconto della variazione della domanda sul valore delle quotazioni. La mancanza di sostituti idonei in ambito industriale e il valore intrinseco e associato al potenziale dei beni rifugio come nel caso dell’oro e dell’argento, è in grado di assicurare una buona protezione a compensazione di eventuali nuovi ribassi dei rendimenti azionari, valutari, od obbligazionari.

Le implicazioni dell’aumento dei loro prezzi sul sentiment degli investitori sono molteplici, a cominciare dalla percezione di essere entrati in un territorio che dal punto di vista del potere d’acquisto e della capacità produttiva risulta sconosciuto e può rilevare esiti imprevisti. Forti carenze nelle catene di approvvigionamento sono già state scontate sull’economia, ad esempio con i recenti rallentamenti produttivi nel settore automobilistico.

Quali sono le commodity che hanno subito i maggiori rincari?

In generale le materie prime come legname, acciaio, rame e palladio hanno subito rincari fino a raggiungere a maggio livelli record, dovuti all’inefficienza dell’offerta causata dalla loro indisponibilità materiale data dai rallentamenti dei trasporti marittimi, aerei, su gomma e ferroviari e dall’aumento delle attività del settore edile che promette di trainare la crescita nelle maggiori economie mondiali.

Il sistema produttivo non sembra in grado di assicurare la sue efficienza sostenendo il picco dei prezzi delle materie prime, acuito dall’enorme differenza in termini di domanda nel passaggio tra i fermi produttivi e le riaperture. A tal punto che anche le quotazioni di alimenti come soia e mais hanno raggiunto livelli che non si vedevano di almeno nove anni.

Le variabili a supporto della tendenza rialzista sui mercati

Le due variabili a supporto della tendenza rialzista dei mercati che potrebbero cessare di alimentare i prezzi sono in primo luogo i picchi raggiunti dagli stimoli economici e fiscali, che sebbene non ancora completamente scontati sul mercato del lavoro, hanno probabilmente già raggiunto il loro apice dal punto di vista del sentiment rialzista e potrebbero avere un progressivo rallentamento, causato da una modifica nelle politiche economiche delle banche centrali, che potrebbero intervenire con una diminuzione nell’acquisto di asset o addirittura con nuovi rialzi dei tassi di interesse, soprattutto in quei paesi come gli Stati Uniti con un’elasticità del sistema economico in grado di scontare in maniera più incisiva e repentina i mutamenti nell’economia.

La seconda variabile è il diminuire dell’ottimismo che stava supportando i prezzi, dato dall’esaurirsi dei margini di aspettativa nella crescita economica, che è stata scontata dalle rilevazioni economiche e dalle stime ufficiali sulla crescita del Pil. In questo senso sono possibili sostanziose prese di profitto sui mercati azionari e una ridistribuzione della liquidità su quelli obbligazionari.

Un dato a sostegno della capacità dell’influenza sul sentiment degli investitori è l’attesa per una prosecuzione dell’inflazione, causata dal tasso di crescita della spesa per i consumi USA, aumentata di oltre il 10% rispetto all’ultimo anno. Le famiglie americane hanno messo mano alla liquidità accumulata con i risparmi dello stesso periodo, e gli investitori che hanno alimentato tramite questi la propria propensione al rischio che potrebbe causare una flessione dei prezzi notevolmente accentuata.

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È possibile continuare a investire su aziende senza subire l’influenza dei mercati azionari?

Per diversificare il rischio rispetto al mercato azionario è possibile investire il proprio capitale in aziende che non sono quotate in borsa. Questo è possibile attraverso il ventur capital accessibile pubblicamente per mezzo l’equity crowdfunding, che soprattutto in Italia è stato regolato per agevolare gli investitori ai finanziamenti delle start up o delle piccole medie imprese.

Il venture capital viene destinato a quei settori che in termini di volumi e di quote di mercato potrebbero garantire futuri alti rendimenti. Tra questi attualmente biotecnologia, servizi di spedizione, lavoro a distanza e software. La start up per potersi finanziare ha infatti bisogno data la sua natura innovativa, di rivolgersi a dei finanziatori disposti a rischiare finanziando una nuova idea imprenditoriale con l’aspettativa che questa possa avere il successo sperato.

Per accedere a questo sistema di finanziamento è possibile utilizzare delle piattaforme web tramite le quali è possibile investire in cambio di quote societarie delle imprese, che rimangono private ma erogano similmente alle partecipazioni pubbliche dividendi distribuiti all’interno di un mercato privato. I portali autorizzati sono tutti registrati nel sito della Consob, l’autorità di vigilanza Italiano sulla Borsa. L’investitore deve iscriversi al portale e accedere a quelle che sono i servizi di Equity Crowdfunding.

Un altro modo per investire in società non quotate è l’accesso alle private equity, che a differenza del venture capital viene destinato a società già consolidate e con una buona redditività, al fine di sostenere la crescita e l’espansione del business. Un ulteriore alternativa per investire su aziende senza dover passare per i mercato azionario oltre al venture capital e alle private equity sono le SPAC, acronimo di Special Purpose Acquisition Company, sono società veicolo che vengono costituite con la precisa finalità di consentire un investimento collettivo, con la finalità di acquisire in seguito un’altra società con la finalità di portare entrambe sul mercato azionario per mezzo di una fusione.

Il mercato valutario può essere un valido investimento per proteggersi dal rischio?

Il mercato valutario potrebbe confermare entro i prossimi tre mesi il suo ruolo cruciale al fine di diversificare il portafoglio e proteggere almeno in parte il capitale dalla svalutazione della moneta. Lo spread nel cambio Eur/Usd nei mesi estivi potrebbe spingersi verso nuovi massimi sostenuto dalle incertezze politiche date dalle elezioni tedesche che si terranno a settembre e dalla pubblicazione dei dati macroeconomici USA, in grado di confermare o modificare completamente il sentiment e le aspettative sull’andamento della ripresa economica, nonché l’efficacia delle misure prese fino a questo momento per contrastare la crisi.

Da gennaio abbiamo assistito a un tendenziale apprezzamento del Dollaro USA, in controtendenza rispetto alle aspettative degli analisti, con una crescita del suo valore del 5,15% fino agli inizi di aprile.

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Attualmente il cambio EUR/USD si trova in un trend short che a partire dal 25 di maggio quando il prezzo si trovava a 1,2250 ha proseguito la tendenza con il graduale rafforzamento del dollaro, fino all’attuale supporto di prezzo posto a quota 1,1860, che ha confermato più volte la sua validità. Il tema che sembra avere maggiormente influito sul cambio valutario negli ultimi sei mesi è stato il cambio di rotta della politica USA, in sinergia con contributi governativi che hanno alimentato le aspettative di una quanto più rapida ripresa economica.

La discussione su una possibile modifica delle politiche monetarie della Federal Reseve che potrebbe rialzare i tassi di interesse contribuisce al sentiment ribassista sul cambio, che in un ottica di medio periodo potrebbe arrivare almeno fino a 1,1760 con estensioni fino a 1,1700. Viceversa in ottica rialzista l’euro potrebbe apprezzarsi fino ad arrivare a 1,2060.

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