Bezos, Branson e Musk: ecco i pionieri dell’economia extraterreste

Il business del turismo spaziale è riuscito a catturare la fantasia e l’attenzione di investitori visionari: Richard Branson e Jeff Bezos sono stati i primi uomini nella storia a raggiungere con un mezzo privato l’orbita terrestre.

Spazioporto

Si è concluso ieri per Jeff Bezos il conto alla rovescia. Dopo il successo della missione di Richard Branson, anche il fondatore di Amazon ha realizzato con successo la sua escursione spaziale. Con i suoi tre paracaduti correttamente dispiegati, è atterrata come da programma nel deserto texano la capsula New Shepard della compagnia privata Blue Origin. Il viaggio, considerato l’evento culminante dei progetti che hanno portato il progetto della Blue Origin, una delle più importanti agenzie spaziali private subito dopo la SpaceX di Elon Musk, ha portato in orbita il suo stesso fondatore, raggiungendo l’orbita terrestre a cento chilometri dalla superficie, oltre quella che viene chiama la linea di Kármán e che convenzionalmente separa l’atmosfera dallo spazio aperto.

La volontà di Bezos, dopo essersi esposto in prima linea insieme altri tre passeggeri, astronauti non professionisti, è stata quella di dimostrare il potenziale della sua compagnia aerospaziale, che con il razzo New Shepard è rimasta, a partire dal lancio avvenuto alle 15:00 ora italiana, in orbita per qualche minuto. Dopo aver raggiunto l’obbiettivo alla velocità mach4, i trader saranno pronti a sostenere con i loro capitali la nuova corsa allo spazio?

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Quali sono le migliori aziende correlate all’industria spaziale?

Ora che più che mai la creazione di nuove startup e un accesso semplificato e con costi ridotti ai mercati finanziari, stanno rendendo facile investire sul futuro dell’economia extraterrestre. Bank of America ha stimato che l’industria spaziale possa creare un indotto del valore di 415 miliardi di dollari, con un potenziale di crescita fino a prossimi dieci anni a 1.4 mila miliardi di dollari. Lo spazio ha infatti un ruolo essenziale in campo satellitare e delle telecomunicazioni, nonché per il monitoraggio e la ricerca scientifica. Il potenziale della new space economy sarà influenzato dai risultati che verranno ottenuti dalla ricerca e dello sviluppo del settore turistico, che porterà innovazione e liquidità all’intero comparto aerospaziale, compresi i settori correlati come l’intelligenza artificiale, la robotica, l’elettronica.

Bezos, che ha oggi 57 anni, ha fondato la Blue Origin nel 2000, immaginando uno spazioporto e un’agenzia spaziale privata che consentisse anche alle persone comuni e prive di addestramento di viaggiare fino allo spazio. Al momento il turismo spaziale è relegato a una piccola fetta di persone largamente capitalizzate, in grado di avere a disposizione migliaia se non milioni di dollari per acquistare uno dei primi biglietti per viaggiare nello spazio.

Quali sono attualmente i costi dei viaggi e la domanda del turismo spaziale?

Il settore è naturalmente condizionato dall’offerta limitata attualmente a sole tre agenzie in tutto il mondo: Virgin Galactic, SpaceX e Blue Origin, mentre gli appassionati desiderosi di stare almeno in assenza di gravità sono centinaia di migliaia. Con l’incremento della frequenza dei voli, contestualmente alla sicurezza, all’aumento della capienza e l’affidabilità dei moduli spaziali, i prezzi potranno diminuire significativamente. Per avere un termine di paragone, Spaceship III, il modulo spaziale con il quale viaggiano gli otto passeggeri della Virgin Galactic, avrà una durata complessiva di 90 minuti fino all’orbita terrestre e un biglietto, per il momento riservato a un’utenza privilegiata, con un costo di circa 250 mila dollari.

Nonostante questo, attualmente sono stati già prenotati almeno 600 biglietti per garantirsi un posto da passeggeri nei futuri viaggi spaziali. Tra questi anche lo stesso Elon Musk, che pur trattandosi di un’azienda concorrente, aveva riservato un posto sulla Spaceship III già molti anni fa. Qualche giorno fa la Virgin Galactic è riuscita a portare con successo il suo fondatore Richard Branson e altre cinque persone, analogamente a quanto avvenuto con il volo della Blue Origin, in un volo sub orbitale. Questo viaggio entrerà sicuramente nella storia anche per il prezzo del biglietto messo all’asta il 12 giugno per il valore di 28 milioni di dollari, che verranno utilizzati per finanziarie società senza fini di lucro dedicate allo studio scientifico e matematico da cui si potranno formare gli ingegneri e i fisici del futuro.

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Gli investimenti nel settore potranno accompagnare lo sviluppo di soluzioni e tecnologie in grado di rendere sempre più efficienti i moduli spaziali. Già a marzo è stato creato ARK Space Exploration, un ETF scambiato in borsa associato a un fondo di investimenti dedicato completamente al comparto del turismo e dell’esplorazione spaziale e delle tecnologie a essa dedicate, che ha attualmente raggiunto un valore complessivo di più di mezzo miliardo di dollari.

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