Un marchio una etichetta che arriva a compromettere qualsiasi altro aspetto della vita quotidiana di un contribuente italiano.
Chiudere una posizione debitoria, mettere in atto una operazione di saldo e stralcio per disfarsi, se cosi si può dire di una condizione di perenne difficoltà e difetto nei confronti ad esempio di un istituto di credito non è certo cosa facile. La posizione di chi non può pagare i suoi debiti è spesso, dopo una serie di calcolati tentativi considerata a rischio. Il contribuente, di fatto diventa un cattivo pagatore con tutte le conseguenze che ne derivano. Non potrà ad esempio accedere ad altri prestiti o a situazioni di vantaggio rispetto a servizi offerti ad esempio dagli stessi istituti bancari.
Un cattivo pagatore riceva la segnalazione direttamente dalla Banca d’Italia. L’ente la scorsa estate, con precisione lo scorso 19 giugno 202, ha diramato una serie di precisazioni in merito alle modalità di segnalazione della clientela alle quali le banche dopo aver raggiunto un accordo con lo stesso cliente per saldo e stralcio devono assolutamente attenersi. In questo caso è importante comprendere la definizione dello stesso accordo. Nel caso in cui si vada per un saldo e stralcio in unica soluzione è chiaro che dal mese successivo la posizione del contribuente agli occhi della Banca d’Italia cambi. Nel caso in cui ci sia invece un accordo su base rateale ovviamente la situazione non può dirsi chiusa fino ad un certo specifico periodo.
Altro fattore da prendere assolutamente in considerazione riguarda nel caso specifico il tempo che deve trascorrere dall’estinzione del debito per consentire alla banca di ritirare la segnalazione nei confronti de contribuente in questione alla cosiddetta centrale. Un periodo ben definito, “le Banche che partecipano al sistema della Centrale rischi possono accedere solo ai dati della Centrale rischi relativi ai 36 mesi precedenti la data della consultazione“, spiega il regolamento. Di conseguenza bisognerà attendere ben 3 anni per considerare pulita la propria posizione dopo una eventuale segnalazione alla centrale rischi.
LEGGI ANCHE >>> Attenzione al Fisco: bussa alla porta per 261 volte e la visita è inaspettata
Di fatto, dal mese successivo ad un accordo di chiusura della posizione debitoria in un’unica soluzione non sarà più considerato come “segnalato” il nominativo del debitore in questione. Il suo nominativo dalla centrale rischi andrà invece a scomparire entro tre anni. Il regolamento insomma parla chiaro, estinguere un debito non è di certo la cosa più semplice di questo mondo. Pulire, per cosi dire la propria immagine rispetto alle banche, la propria posizione di debitore, poi è ancora più difficile.
La pensione di invalidità civile nel 2026 si aggiorna con nuovi importi e limiti di…
Il Tesoro torna sul mercato con una nuova asta BOT da 4,5 miliardi di euro,…
Un errore nel calcolo delle pensioni può trasformarsi in un rimborso inatteso. Con il Messaggio…
Il Reddito di Libertà si rafforza e diventa più consistente: l’INPS annuncia un aumento dell’importo…
Avviare un’attività con la NASpI anticipata resta possibile anche nel 2026, ma le regole cambiano…
La pensione anticipata per lavori usuranti resta una delle principali vie di uscita anticipata dal…