La pensione che vogliamo | Scende in campo la Corte dei Conti e Banca d’Italia chiede prudenza

In tema di Riforma pensione cresce l’incertezza, molti i dubbi sulle misure nella Legge di Bilancio dalla Quota 102 alla proroga Opzione donna. 

La pensione che vogliamo | Scende in campo la Corte dei Conti e Banca d'Italia che chiede prudenza
La pensione che vogliamo | Scende in campo la Corte dei Conti e Banca d’Italia che chiede prudenza

La Quota 100 ha causato un vero subbuglio nel sistema previdenziale, lo ha affermato anche la Corte dei Conti in una memoria che ha depositato in Parlamento dopo l’audizione sulla Legge di Bilancio. Nella nota si legge la valutazione sulla riforma pensione, che non è del tutto positiva. Ricordiamo che la manovra dovrà essere approvata entro dicembre 2021 e andrà in vigore nel 2022. Anche Banca Italia entra in campo e consiglia prudenza e un sistema equo per i lavoratori con maggiore flessibilità. Ecco una breve panoramica degli ultimi sviluppi in tema di riforma pensione e Legge di Bilancio.

La pensione che vogliamo | Scende in campo la Corte dei Conti e Banca d’Italia e chiede prudenza

La Corte dei Conti nella nota depositata in Parlamento, suggerisce di garantire ai lavoratori un trattamento di uniformità, si scaglia particolarmente verso la proroga dell’Opzione Donna, in quanto non convince. Secondo la Corte le considerazioni di genere degli assicurati (donne e uomini) devono essere considerati nell’ambito degli altri istituti in deroga già esistenti. La pensione che vogliamo | Proposta della Corte dei conti: favorevole il M5S

La Corte vede come un fattore positivo il passaggio al sistema contributivo, e auspica un allargamento dell’anticipo pensionistico, in quanto si auspica, come spiega il presidente della Corte dei Conti, Enrico Flaccadoro, che il sistema previdenziale necessita di una maggiore flessibilità, preservando le caratteristiche del sistema contributivo.

La Corte di Conte evidenzia il problema che riguarda la struttura del sistema previdenziale, che deve garantire maggiore flessibilità ma allo stesso tempo deve preservare le caratteristiche del sistema contributivo, allineando le prestazioni ai contributi effettivamente versati. Inoltre, l’importo dell’assegno deve essere proporzionato alla speranza di vita (Riforma Fornero).

La prospettiva evidenziata dalla Corte dei Conti è quello di garantire maggiore flessibilità in modo graduale ma in temi ristretti, in modo da portare il sistema previdenziale italiano verso un’età uniforme per i lavoratori. Inoltre, il nuovo sistema previdenziale deve prevedere il passaggio graduale del sistema retributivo a quello contributivo puro. La Corte, spiega anche che tale passaggi dovrebbero prevedere una correzione “attuariale” della componente dell’assegno pensionistico.

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Prudenza dalla Banca d’Italia

Sulla Riforma pensioni scende in campo anche la Banca d’Italia che chiede prudenza all’esecutivo con la proposta di estendere la flessibilità in uscita. Bisogna facilitare l’uscita dal lavoro con la pensione anticipata specialmente per chi svolge mansioni particolarmente gravosi e pesanti o chi svolge lavori in condizioni di salute precarie. La Banca d’Italia consiglia di mettere apposto prima i conti e poi dedicarsi ad estendere la flessibilità in uscita.

Ad intervenire spiegando questo concetto è il capo del servizio Struttura economica della Banca d’Italia, Fabrizio Balassone, con una nota in cui incoraggia il Governo ad approvare politiche che facilitino l’occupazione per la platea di cittadini che incontra maggiori difficoltà nel mercato del lavoro, in particolare donne e giovani.

Riforma pensioni 2022: ecco gli scenari

La riforma pensioni si prospetta al momento con questi scenari:

a) solo per il 2022 in vigore la Quota 102 che sostituirà la Quota 100. I requisiti per accedere sono 64 anni di età e 38 anni di contributi;

b) proroga Opzione Donna con 58/59 anni di età per le lavoratrici dipendenti e autonome con 35 anni di contributi. Il fattore temporale di perfezionamento dei requisiti è il 31 dicembre 2021. Questa misura è calcolata con il sistema contributivo puro;

c) proroga APE Sociale con allargamento delle categorie dei lavori considerati “gravosi”.

Poi, dal prossimo anno un intenso confronto tra Sindacati e Governo, già previsto un calendario di incontri per discutere sulla nuova Riforma organica delle pensioni con due punti delineati in:

a) passaggio dal retributivo al contributivo con correttivo “attuariale”;

b) uniformare l’età pensionabile tra i lavoratori in regime contributivo puro e regime retributivo.

Questo cambiamento sicuramente porterà una penalizzazione sull’assegno dei pensionati, il sistema contributivo annulla i contributi figurativi per disoccupazione e malattia. Inoltre, con la carriera discontinua e con buchi contributivi, la penalizzazione aumenta. C’è rischio che i pensionati rischiano di diventare più poveri, necessita una riforma che tuteli il pensionato e permetta una vita dignitosa.

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