Piazza Affari, giovedì 14 ottobre: chiusura in rialzo, sale Banco Bpm

La chiusura della seduta odierna della Borsa di Milano, titoli migliori e titoli peggiori di giornata. Uno sguardo anche all’andamento di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari.

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Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Adobe stock)

Dopo diverse sedute caratterizzate dall’incertezza, si rivedono i compratori nella Borsa di Milano, con il Ftse Mib in rialzo di oltre un punto percentuale e sui massimi dagli inizi di settembre, quando ha avuto inizio la fase laterale che ha frenato l’indice principale di Piazza Affari fino alla scorsa seduta, mantenendo per oltre un mese le quotazioni in un range di circa 800 punti. Tornano gli acquisti anche nel settore bancario, con l’indice settoriale Ftse Italia Banche che chiude in rialzo dell’1,42%.

Sarà molto interessante, nelle prossime settimane, vedere se questo movimento deciso al rialzo rappresenta l’inizio del rally di fine anno, che spesso si osserva nell’ultimo trimestre di annate rialziste come questa, e se il Ftse Mib sarà in grado di aggiornare il massimo del 2021 (in area 26.690 punti), che corrisponde anche al massimo degli ultimi 13 anni. Il verificarsi o meno di questo scenario dipenderà, molto probabilmente, dalla capacità degli investitori di “digerire” le pressioni inflazionistiche, con cui probabilmente si dovrà convivere ancora a lungo, vista la situazione legata alla carenza di materie prime, e gli altri fattori che potrebbero portare del “rumore” sui mercati, come la crisi del colosso cinese Evergrande e l’orientamento meno accomodante della politica monetaria di Federal Reserve e Banca Centrale Europea.

Già nella serata di ieri, durante le ultime ore della sessione americana, Wall Street aveva lasciato intendere che il sentiment degli investitori stesse migliorando rispetto alle precedenti sessioni, con gli indici in netta ripresa e capaci di chiudere in guadagno, dopo una prima parte di sessione non proprio brillante, soprattutto grazie alla tendenza positiva della stagione delle trimestrali. Solitamente, quando il mercato americano fornisce segnali di forza nelle ultime ore di negoziazione, continuando nel trend rialzista sui contratti futures durante la notte, la sessione europea mantiene la stessa intonazione, come in effetti è accaduto oggi.

La chiusura dei mercati azionari europei: il migliore è Francoforte

Queste le performance evidenziate dai principali indici azionari europei, in chiusura di seduta:

  • DAX (Francoforte): +1,40%
  • CAC 40 (Parigi): +1,33%
  • FTSE MIB (Milano): +1,23% a quota 26,277,57 punti indice
  • FTSE 100 (Londra): +0,92%
  • SMI (Zurigo): +0,66%
  • IBEX 35 (Madrid): +0,49%

L’Euro Stoxx 50, indice composto dalle 50 principali società europee per capitalizzazione di mercato, chiude la seduta in guadagno dell’1,61%, a quota 4.149,06 punti.

Titoli migliori del Ftse Mib

  • Banco Bpm: +4,33%
  • Finecobank: +3,70%
  • Interpump Group: +2,94%
  • Nexi: +2,77%
  • Buzzi Unicem: +2,30%
  • Ferrari: +2,27%
  • Atlantia: +2,04%
  • Campari: +1,96%
  • Bper Banca: +1,78%
  • Exor: +1,66%

Titoli peggiori del Ftse Mib

Chiudono in ribasso soltanto i seguenti titoli:

Il crollo di Leonardo, fortemente in controtendenza rispetto all’andamento del listino, è legato ad una indiscrezione di Bloomberg secondo cui ci sarebbero dei difetti di fabbricazione negli elementi in titanio, forniti da Leonardo per la costruzione del Boeing 787 Dreamliner, i quali non rispetterebbero le norme di solidità. Già nei giorni scorsi Boeing aveva dichiarato di aver ricevuto una notifica da un fornitore relativa a difetti di fabbricazione: a quanto pare, si tratterebbe proprio della società italiana, il cui principale azionista è il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Non vi sarebbero, fortunatamente, pericoli immediati per la sicurezza della flotta attualmente in servizio.

Stati Uniti: le trimestrali delle grandi banche spingono al rialzo Wall Street

Sale con decisione anche Wall Street, incoraggiata dai risultati trimestrali molto positivi delle principali istituzioni finanziarie del Paese. Ecco l’andamento dei principali indici azionari statunitensi, alle 18:50 ora italiana:

  • Nasdaq 100: +1,85%
  • S&P 500: +1,59%
  • Dow Jones: +1,46%

Entrando nel dettaglio dei conti pubblicati dalle grandi banche prima dell’apertura di Wall Street, Wells Fargo, nel terzo trimestre 2021, ha registrato utili in rialzo del 59% a 5,12 miliardi di dollari, ovvero 1,17 dollari per azione. Citigroup ha riportato utili in rialzo del 48%, superiori rispetto alle stime degli analisti. Terzo trimestre 2021 superiore alle aspettative anche per Morgan Stanley, che ha conseguito un utile per azione di 2,04 dollari e ricavi per 14,75 miliardi di dollari, battendo le stime degli analisti. Migliori del previsto anche i dati pubblicati da Bank Of America, che ha registrato un utile in crescita del 58%, pari a 7,7 miliardi di dollari, un utile per azione di 0,85 dollari e un fatturato in rialzo del 12%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici, indicazioni positive provengono dalle nuove richieste di sussidi di disoccupazione. Nella settimana che si è conclusa sabato 9 ottobre, sono state effettuate 293.000 richieste iniziali di sussidio: si tratta dei minimi dall’inizio della pandemia. Il dato precedente era risultato pari a 329.000 unità (rivisto al rialzo rispetto alle 326.000 unità comunicate 7 giorni fa) e le stime degli analisti prevedevano una lettura di 319.000.

Cosa sta succedendo negli altri mercati: scorte di petrolio Usa in aumento

Nel mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bundovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, rimane stabile a 107 punti base, invariato rispetto alla chiusura dell’ultima seduta: il rendimento del Btp scende a +0,84%; in calo anche il rendimento del Bund che si attesta a -0,23%. Stessa dinamica per il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato Usa), pari a +1,52%, in diminuzione di 2 punti base rispetto alla chiusura della scorsa seduta.

Scende leggermente il prezzo del Bitcoin, che ha tentato, durante la scorsa notte, di effettuare il breakout della resistenza chiave posizionata in area 58.000 dollari, ma le quotazioni sono state respinte al ribasso, almeno per il momento. La rottura di tale livello, purché confermata in chiusura di giornata, aprirebbe la strada verso il ritorno del prezzo nell’area del massimo storico, toccato lo scorso 14 aprile, in area 64.900 dollari. Il Bitcoin quota 57.123 dollari, corrispondenti ad una performance su base giornaliera di -0,44%.

Nel mercato valutario, poco mosso il cambio Euro/Dollaro Usa, che viene scambiato attualmente a 1,1589 dollari, con una variazione di -0,03% rispetto alla chiusura della scorsa seduta.

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Per quanto riguarda il mercato delle materie prime, in leggero rialzo il prezzo dell’oro, che quota 1.797 dollari l’oncia, corrispondenti ad una performance di +0,23% rispetto all’ultimo valore di chiusura. In moderato rialzo anche il petrolio, i cui guadagni sono stati, però, tagliati dal dato deludente emerso dalla variazione settimanale delle scorte di petrolio greggio, in giacenza presso le aziende statunitensi, risultate in netto aumento di 6.088.000 barili, rispetto alle stime degli analisti che prevedevano un incremento nettamente inferiore, pari a 702.000 barili. Si tratta, inoltre, della seconda settimana consecutiva in cui le scorte risultano in aumento. Il WTI (West Texas Intermediate, prodotto negli Stati Uniti) quota 81,18 dollari al barile, corrispondenti ad una performance di +0,63% su base giornaliera, mentre il Brent (prodotto in Europa) quota 83,75 dollari al barile, con una variazione di +0,69% rispetto al prezzo di chiusura di ieri.

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