Piazza Affari, lunedì 19 luglio: chiusura in forte ribasso, male le banche

La chiusura della seduta odierna della Borsa di Milano, titoli migliori e titoli peggiori di giornata. Uno sguardo anche all’andamento di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari. Una sintesi dei temi più importanti della giornata. 

immagine borsa italiana
Ingresso di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Adobe stock)

Seduta molto negativa per i mercati azionari di tutto il mondo, trascinati al ribasso dalle crescenti preoccupazioni legate al nuovo aumento dei contagi da Covid-19, causati dalla diffusione della variante Delta del virus. Gli investitori temono che una nuova ondata della pandemia possa aggravare la situazione economica già complicata a livello globale, proprio nel momento in cui si cominciava a sperare in una ripresa trainata dalle riaperture della scorsa primavera. La curva del contagio ha ripreso a salire ovunque, ma preoccupa soprattutto la situazione di alcuni Paesi asiatici e dell’Inghilterra, dove, paradossalmente, il primo ministro Boris Johnson ha rimosso, a partire da oggi, le ultime restrizioni rimaste, ovvero l’obbligo di mascherina in luoghi chiusi e il distanziamento sociale.

L’impennata dell’inflazione, evidente soprattutto negli Stati Uniti, aggiunge ulteriore incertezza ad uno scenario economico diventato già abbastanza nebuloso a causa della ripartenza della pandemia. Quando l’incertezza aumenta e/o la fiducia degli investitori nella ripresa economica diminuisce, la conseguenza sui mercati finanziari è costituita proprio da quanto osservato oggi: forti vendite generalizzate, con gli operatori che preferiscono ridurre la quantità di asset rischiosi detenuti in portafoglio, come le azioni, ed incrementare, invece, la quota del proprio portafoglio di investimento rappresentata da asset sicuri, cosiddetti “safe heaven”, come i titoli obbligazionari. Di conseguenza, si osserva, nel mercato obbligazionario, un aumento dei prezzi ed una contestuale riduzione dei rendimenti. Va anche sottolineato che, a prescindere dalle preoccupazioni legate al virus e dal contesto macroeconomico, il rialzo dei mercati azionari, durante il 2021, è stato molto intenso e, di fatto, ininterrotto, perciò un periodo di correzione era prevedibile e rientra nella normale dinamica di movimento dei mercati.

La Borsa di Milano ha subito oggi la perdita peggiore tra le principali piazze europee, soprattutto a causa del tonfo del settore bancario (Ftse Italia Banche: -3,87%), la cui presenza è molto rilevante nel paniere azionario su cui si basa il calcolo del valore del Ftse Mib. Inoltre, il ribasso odierno rappresenta la peggior performance giornaliera del listino principale di Piazza Affari dallo scorso 28 ottobre, quando il Ftse Mib registrò un calo del 4,06%.

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La chiusura dei mercati azionari europei: il peggiore è Milano

Di seguito, le performance registrate, in chiusura di seduta, dai principali indici azionari europei:

  • FTSE MIB (Milano): -3,34% a quota 23.965, 92 punti indice
  • DAX (Francoforte): -2,62%
  • CAC 40 (Parigi): -2,54%
  • IBEX 35 (Madrid): -2,40%
  • FTSE 100 (Londra): -2,34%
  • SMI (Zurigo): -1,37%

L’indice europeo Euro Stoxx 50 conclude la seduta in ribasso del 2,66%, a quota 3.928, 53 punti indice, evidenziando ulteriormente come Piazza Affari abbia sottoperformato rispetto alla media delle borse europee.

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Titoli migliori del Ftse Mib

Gli unici titoli azionari che hanno chiuso la seduta in positivo, tra quelli inclusi nel listino principale di Piazza Affari, sono:

  • DiaSorin: +1,81%
  • Amplifon: +0,47%

Titoli peggiori del Ftse Mib

I titoli più venduti, invece, in questo contesto di sell-off generalizzato nei mercati azionari, sono stati i seguenti:

  • Bper Banca: -5,07%
  • Enel: -5,07%
  • Exor: -4,75%
  • Saipem: -4,73%
  • Telecom Italia: -4,33%
  • Intesa San Paolo: -4,23%
  • Banca Mediolanum: -4,15%
  • Buzzi Unicem: -4,08%
  • Cnh Industrial: -4,08%
  • Unipol: -4,06%

Stati Uniti: è cominciata la correzione più intensa del 2021 a Wall Street?

Come detto nell’articolo relativo alla chiusura dello scorso venerdì, il fatto che a Wall Street, durante ogni seduta, da diversi giorni, si verificassero dei movimenti al ribasso intensi, seppur brevi e subito riassorbiti, poteva rappresentare un segnale di debolezza latente ed un  campanello d’allarme per i mercati azionari globali, nel breve termine. In effetti, oggi si osserva la prima giornata a forte direzionalità ribassista dopo diverso tempo, precisamente dallo scorso maggio. Queste, infatti, sono le performance evidenziate dai principali indici azionari statunitensi, alle 19:05 ora italiana:

  • Dow Jones: -2,43%
  • S&P 500: -1,94%
  • Nasdaq 100: -1,40%

A questo punto, considerando che il mercato è fortemente stressato al rialzo in quanto reduce da due mesi di rialzo ininterrotto (e i momenti di pausa avvenuti in precedenza non sono stati così significativi) e che sono subentrate fonti di incertezza importanti per i futuri sviluppi economici, è molto probabile che la correzione in corso continui per qualche settimana, prima che l’azionario riparta al rialzo, probabilmente, nell’ultimo trimestre dell’anno, come spesso accade in annate rialziste come questo 2021. Molto dipenderà, comunque, dagli sviluppi della pandemia che, nei prossimi mesi, sarà il principale driver dei mercati finanziari, insieme alle decisioni di politica monetaria della Federal Reserve. Durante la scorsa settimana, i casi di contagio negli Stati Uniti sono aumentati del 70% rispetto alla settimana precedente e i decessi sono saliti del 26%

Per quanto riguarda i dati macroeconomici, nella giornata di oggi non era in programma il rilascio di dati rilevanti. L’attenzione degli investitori, durante questa settimana, sarà concentrata soprattutto sugli indici PMI, la cui pubblicazione avverrà venerdì 23. Per maggiori dettagli sui dati e gli eventi più attesi della settimana appena iniziata, è possibile consultare il calendario economico.

Altre notizie dai principali mercati finanziari: crolla il petrolio dopo l’accordo tra i Paesi dell’OPEC+

Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bund, ovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, sale a quota 113 punti base, in aumento di 4 punti rispetto all’ultimo valore di chiusura: stabile il rendimento del Btp, sempre pari a +0,70%, mentre il rendimento del Bund scende con decisione a -0,43%. Crolla il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato USA), seguendo la dinamica spiegata in apertura, che risulta pari a +1,19%, ben 11 punti base al di sotto del valore di chiusura della scorsa seduta, nonché ai minimi dal mese di febbraio.

In ribasso il Bitcoin, che si avvicina ulteriormente alla parte bassa dell’area di trading range delimitata dal livello di supporto dei 30.000 dollari e dal livello di resistenza dei 40.800 dollari. Sono questi due i livelli da monitorare per ottenere segnali operativi nel mercato del Bitcoin: sarà possibile esporsi al rialzo in caso di rottura rialzista della resistenza, o al ribasso in caso di rottura ribassista del supporto. In entrambi i casi, la rottura deve avvenire in chiusura di una candela giornaliera. Attualmente, la criptovaluta più famosa quota 30.700 dollari circa, corrispondenti ad una performance di -3,40% su base giornaliera.

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Nel mercato valutario, poco mosso il cambio Euro/Dollaro USA, che resta nuovamente sui livelli della vigilia. Attualmente, viene scambiato ad un tasso di 1,1800, corrispondente ad una variazione su base giornaliera di -0,04%.

Per quanto riguarda il mercato delle materie prime, in leggero ribasso il prezzo dell’oro, pari attualmente a 1.809 dollari l’oncia, corrispondenti ad una performance su base giornaliera di -0,33%. Crolla, invece, il prezzo del petrolio, su cui pesa, oltre al generalizzato risk-off che sta trascinando al ribasso il prezzo di tutti gli asset rischiosi, anche l’annuncio, arrivato in giornata, del raggiungimento di un accordo, all’interno dell’OPEC+, finalizzato ad allentare i limiti di produzione, consentendo, così, un incremento dell’offerta che preoccupa gli investitori, anche a causa della risalita dei contagi che potrebbe contemporaneamente rallentare la domanda e determinare un eccesso di offerta nel mercato del petrolio greggio. Il WTI (West Texas Intermediate, prodotto negli Stati Uniti) quota 66,50 dollari al barile, con una performance di -7,04%% su base giornaliera, mentre il Brent (prodotto in Europa) quota 68,62 dollari al barile, con una variazione di -6,75% rispetto all’ultimo valore di chiusura.

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