Piazza Affari, martedì 4 maggio: chiusura in deciso ribasso, bene Campari, crolla Ferrari

La chiusura della seduta odierna della borsa di Milano, titoli migliori e titoli peggiori di giornata. Uno sguardo anche all’andamento di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari. Una sintesi dei temi più importanti della giornata. 

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Giornata difficile per la borsa di Milano e per le altre principali piazze europee, che chiudono la seduta odierna in forte perdita. Piazza Affari annulla completamente i guadagni registrati nella giornata di ieri. Ma non solo, la somma algebrica tra le performance del FTSE MIB, nelle prime due sessioni della settimana, evidenzia una perdita.

Sentiment negativo anche a Wall Street, dove si registrano perdite soprattutto nel settore tecnologico, come già evidenziato in occasione della chiusura della scorsa seduta: il relativo indice, ovvero il Nasdaq, evidenzia finora un calo di quasi tre punti percentuali su base giornaliera.

I mesi di maggio e giugno, secondo i dati statistici, sono molto spesso i mesi peggiori dell’anno per i mercati azionari, anche durante annate caratterizzate dai rialzi, come è stato finora per il 2021. E’, dunque, molto probabile che l’ondata di vendite osservata oggi sia l’inizio di un periodo negativo per le borse mondiali, in quanto durante i mesi che precedono l’estate avvengono spesso delle prese di profitto, che portano i mercati su livelli più bassi rispetto ai massimi registrati nel primo quadrimestre. Dopodiché, soprattutto nell’ultimo trimestre, durante annate rialziste, i mercati tendono a riprendere la corsa al rialzo.

La chiusura dei principali mercati europei: Francoforte perde oltre due punti percentuali

Ecco l’andamento registrato, in chiusura di seduta, dai principali indici azionari europei:

  • FTSE 100 (Londra): -0,67%
  • IBEX 35 (Madrid): -0,88%
  • CAC 40 (Parigi): -0,89%
  • SMI (Zurigo): -1,33%
  • FTSE MIB (Milano): -1,81% a quota 23.977,53 punti indice
  • DAX (Francoforte): -2,49%

L’indice Euro Stoxx 50 conclude la seduta con un pesante -1,89%, a quota 3.924,80 punti indice, evidenziando il sentiment negativo che ha prevalso nelle borse europee e non solo.

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Titoli migliori del FTSE MIB

I titoli controtendenza, tra quelli inseriti nel listino principale della borsa di Milano, sono stati:

  • Campari: +2,57%
  • Saipem: +1,66%
  • Tenaris: +0,82%

Da segnalare, al di fuori del FTSE MIB, il forte rialzo del titolo A.S. Roma. La società giallorossa ha, infatti, terminato la seduta con un guadagno del 21% su base giornaliera, in seguito all’annuncio di Josè Mourinho come nuovo allenatore, per le prossime tre stagioni.

Titoli peggiori del FTSE MIB

I titoli azionari più venduti durante la seduta odierna, invece, sono stati i seguenti:

  • Ferrari: -8,02%
  • Nexi: -4,16%
  • Cnh Industrial: -3,01%
  • Exor: -2,81%
  • Pirelli: -2,70%
  • Finecobank: -2,66%
  • Poste Italiane: -2,53%
  • Moncler: -2,33%

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Wall Street: rotazioni settoriali in corso, giù i titoli tecnologici

Nel mercato azionario statunitense si osserva un deflusso di capitali dal settore tecnologico e, in generale, dai titoli maggiormente acquistati durante la fase critica della pandemia. Gli investitori stanno, infatti, vendendo i titoli dei colossi tecnologici, protagonisti di un forte rally nel corso dell’ultimo anno, in modo da incassare i profitti maturati e, contemporaneamente, trasferire i propri capitali verso i cosiddetti settori difensivi, come i beni di consumo e l’immobiliare, i quali dovrebbero beneficiare delle riaperture post-lockdown. Si sta verificando, dunque, un trasferimento di risorse da investire tra settori diversi dell’economia: perciò, in questi casi, si parla di “rotazioni settoriali“.

In conseguenza di ciò, risulta particolarmente penalizzato il Nasdaq, ovvero l’indice composto dalle principali società del settore tecnologico statunitense. Queste le performance dei tre indici azionari principali (ore 19:15 italiane):

  • Dow Jones: -0,34%
  • S&P 500: -1,16%
  • Nasdaq 100: -2,62%

Non sono state di supporto per i mercati, inoltre, le parole del segretario al Tesoro dell’amministrazione Biden, Janet Yellen. Quest’ultima ha rilasciato un’intervista nel corso del “Future Economy Summit”, nella quale ha dichiarato di ritenere possibile che la Federal Reserve  debba aumentare i tassi di interesse per evitare che l’inflazione salga eccessivamente, sulla spinta dei due piani di spesa annunciati dal nuovo presidente degli Stati Uniti (uno per le infrastrutture e l’altro a favore della popolazione con reddito medio-basso). Janet Yellen è stata governatrice della Fed dal 2014 al 2018, quindi le sue previsioni circa la politica monetaria della banca centrale vengono ritenute affidabili dagli investitori, per i quali un rialzo dei tassi non sarebbe una buona notizia, in quanto negli Stati Uniti molto spesso si investe in borsa con l’utilizzo di capitale preso a prestito: con tassi più alti, quindi, aumenterebbe il costo del capitale da investire per chi ricorre a questa pratica.

Altre notizie dai principali mercati finanziari: scende il Bitcoin

Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bund, ovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, sale leggermente di due punti, a quota 106 punti base: il Btp rende +0,81%, mentre il Bund ha un rendimento di -0,25%. In modesto ribasso il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato USA), che si attesta a +1,58%, rispetto all’1,61% registrato ieri.

Passo indietro del Bitcoin, dopo aver tentato negli ultimi quattro giorni di superare l’ostacolo rappresentato dalla resistenza collocata in area 58.000 dollari. Tale livello ha, per il momento, respinto i tentativi di breakout e sta determinando un netto ribasso, su base giornaliera, del 5,40%. Il Bitcoin viene, infatti ,scambiato attualmente a quota 54.250 dollari circa, rispetto al prezzo di 57.220 dollari registrato ieri in chiusura.

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Nel mercato valutario, scende il cambio Euro/Dollaro USA, che viene scambiato ad un tasso di 1,2015, corrispondente ad una variazione giornaliera di -0,40%.

In tema materie prime, si segnala il ribasso dell’oro, che quota 1.777 dollari l’oncia, in perdita dello 0,89% su base giornaliera. In rialzo, invece, i prezzi del petrolio: il WTI (West Texas Intermediate, prodotto negli Stati Uniti) viene scambiato a 65,40 dollari al barile, con una performance di +1,40%, mentre il Brent (prodotto in Europa) quota 68,50 dollari al barile, in aumento dell’1,38%.

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