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Piazza Affari, martedì 7 dicembre: chiusura in netto rialzo, bene STMicroelectronics

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Le borse riescono a dar seguito al rally della vigilia, avvicinandosi ai massimi dell’anno, grazie all’affievolirsi delle preoccupazioni per la variante sudafricana del Covid-19. Incoraggianti, per quanto riguarda l’area euro, anche i dati macro pubblicati questa mattina. A Piazza Affari, delude soltanto Telecom, su cui pesano ancora le incertezze legate all’Opa presentata dal fondo Kkr.

Ingresso di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Adobe stock)

Le borse sembrano aver superato i timori legati alla variante Omicron, dopo le parole di Anthony Fauci, consigliere della Casa Bianca, secondo cui questa variante non sarebbe più pericolosa delle precedenti, in virtù della lievità dei sintomi manifestati da gran parte dei soggetti contagiati. I principali indici azionari chiudono, infatti, in forte rialzo, dando seguito al rally cominciato durante la scorsa seduta.

Il Ftse Mib, listino principale della Borsa di Milano, registra un guadagno di quasi due punti e mezzo percentuali, tornando al di sopra dei 27.000 punti, ovvero sui livelli precedenti la forte ondata di vendite registrata lo scorso 26 novembre, quando le prime notizie preoccupanti riguardanti Omicron avevano generato panico nei mercati azionari.

Acquisti diffusi in tutti i settori. A Piazza Affari, spiccano su tutti i titoli tecnologici, con l’indice settoriale Ftse Italia Tecnologia in rialzo del 5,91%. Molto bene anche il settore automobilistico (Ftse Italia Automobili +3,26%) e quello bancario (Ftse Italia Banche +2,15%).

Il PIL dell’Eurozona e la produzione industriale tedesca crescono più del previsto

I dati macroeconomici rilasciati oggi hanno fornito ulteriore supporto ai mercati europei. Il rilascio preliminare del Prodotto Interno Lordo del terzo trimestre ha evidenziato una crescita del 3,9%, su base annuale, a fronte del 3,7% stimato dagli analisti. L’indice di fiducia ZEW dell’Eurozona è salito a 26,8 rispetto al 25,9 di novembre.

Supera le attese anche la rilevazione ZEW del sentiment sull’economia tedesca dei principali investitori istituzionali ed analisti tedeschi, che ha evidenziato un dato di 29,9, contro una stima di 25,1.  Si espande, sempre in Germania, la produzione industriale, che, ad ottobre, è cresciuta del 2,8%, rispetto al -0,5% registrato a settembre e ad una stima di +0,8%.

La chiusura dei mercati azionari europei: il migliore è Parigi

Di seguito, le performance registrate, in chiusura di seduta, dai principali indici azionari europei:

  • CAC 40 (Parigi): +2,91%
  • DAX (Francoforte): +2,82%
  • FTSE MIB (Milano): +2,41% a quota 27.137,98 punti indice
  • FTSE 100 (Londra): +1,49%
  • IBEX 35 (Madrid): +1,42%
  • SMI (Zurigo): +1,12%

L’Euro Stoxx 50, indice che sintetizza l’andamento delle borse europee, chiude in rialzo del 3,36%, a quota 4.276,20 punti.

Titoli migliori del Ftse Mib

I maggiori rialzi di giornata sono stati registrati dai seguenti titoli, tra quelli inclusi nell’indice principale della Borsa di Milano:

  • STMicroelectronics: +5,79%
  • Nexi: +5,37%
  • Moncler: +4,46%
  • Cnh Industrial: +4,12%
  • Interpump Group: +3,62%
  • Stellantis: +3,56%
  • Exor: +3,34%
  • Pirelli: +3,17%
  • Ferrari: +3,04%
  • Prysmian: +2,79%

Titoli peggiori del Ftse Mib

In ribasso soltanto questi due titoli:

  • Telecom Italia: -1,44%
  • Snam: -0,04%

Wall Street dà seguito ai rialzi della vigilia: è rally di Natale?

Accelerano gli indici azionari statunitensi, i quali, dopo una chiusura in rialzo di circa un punto percentuale nella scorsa seduta, registrano una performance addirittura migliore in questa prima metà della sessione americana, sulla spinta, anche in questo caso, dei titoli tech.

Questo l’andamento registrato, alle 18:50 ora italiana:

  • Nasdaq 100: +3,00%
  • S&P 500: +2,14%
  • Dow Jones: +1,50%

Sono state sufficienti due sedute di ritrovata serenità per riportare l’azionario statunitense in prossimità dei massimi storici, soprattutto per quanto riguarda l’S&P 500, che dista poco più di 50 punti dal massimo toccato lo scorso 22 novembre, prima che cominciasse la correzione ribassista del “venerdì nero” (26 novembre). A giudicare dalla portata del rimbalzo osservato nelle ultime sedute, è probabile che prima di Natale gli indici riescano ad aggiornare nuovamente i rispettivi record, rispettando ciò che suggerisce la statistica, ovvero una elevata probabilità che il massimo di un’annata rialzista venga registrato nel mese di dicembre.

Sul fronte dei dati macro, oggi è stata rilevata una contrazione della produttività non agricola: nel terzo trimestre, infatti, la produttività è diminuita del 5,2%. Si tratta di un calo peggiore delle attese, con gli analisti che avevano stimato un dato pari a -4,9%, oltre che della lettura relativa al trimestre precedente (-5,0%).

Il dato più atteso della settimana sarà, però, quello riguardante la variazione dell’indice dei prezzi al consumo nel mese di novembre, che potrà influenzare in modo decisivo le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve nei prossimi mesi. Una ulteriore crescita dell’inflazione potrebbe indurre, infatti, la banca centrale ad azzerare gli acquisti di bond prima del termine attualmente previsto, ovvero giugno 2022, intensificando il tapering rispetto agli attuali 15 miliardi, che hanno ridotto l’ammontare mensile degli acquisti dagli iniziali 120 miliardi a 105 miliardi di dollari. Per maggiori dettagli sui dati e gli eventi più importanti della settimana, è possibile consultare il calendario economico.

Notizie dagli altri mercati: Eur/Usd continua la discesa, rally del petrolio

In riguardo al mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bund, ovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, sale a 129 punti base, in rialzo di due punti rispetto alla chiusura della seduta precedente. Il rendimento del Btp sale a +0,91%; in leggero rialzo il rendimento del Bund, pari a -0,38%. In aumento anche il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato Usa), pari a +1,46%, in rialzo di tre punti rispetto all’ultimo valore di chiusura.

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