Piazza Affari, venerdì 11 giugno: chiusura positiva, sale DiaSorin

La chiusura della seduta odierna della Borsa di Milano, titoli migliori e titoli peggiori di giornata. Uno sguardo anche all’andamento di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari. Una sintesi dei temi più importanti della giornata. 

chiusura borsa
Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Gettyimages)

La Borsa di Milano chiude l’ultima seduta della settimana in leggero guadagno, in un contesto caratterizzato da decisi rialzi delle altre principali borse europee. Oggi, infatti, il Ftse Mib evidenzia una performance inferiore rispetto alla media degli altri indici europei, ma si tratta di una situazione normale considerando che, invece, Piazza Affari nelle ultime settimane ha spesso sovraperformato le altre principali piazze europee. Il Ftse Mib chiude, comunque, in territorio positivo per la sesta settimana consecutiva (+0,57%), nonostante questo periodo dell’anno fosse caratterizzato da stagionalità negativa.

Le prospettive ottimistiche per la seconda metà dell’anno, per quanto riguarda l’indice italiano, restano immutate. L’effetto combinato del rialzo dell’inflazione, che dovrebbe garantire una certa forza del settore bancario a Piazza Affari, e dell’orientamento ancora accomodante della Banca Centrale Europea dovrebbe garantire, infatti, la continuazione del trend rialzista del Ftse Mib anche nei prossimi mesi. Inoltre, l’analisi tecnica conferma questo scenario, come più volte evidenziato su questo sito nelle ultime settimane.

LEGGI ANCHE >> Piazza Affari sui massimi degli ultimi 13 anni: perché il trend rialzista potrebbe continuare

La chiusura dei mercati azionari europei: il migliore è Parigi

Queste le performance evidenziate, in chiusura di seduta, dai principali indici azionari europei:

  • CAC 40 (Parigi): +0,83%
  • DAX (Francoforte): +0,78%
  • IBEX 35 (Madrid): +0,78%
  • FTSE 100 (Londra): +0,65%
  • FTSE MIB (Milano): +0,31% a quota 25.717,42 punti indice
  • SMI (Zurigo): +0,26%

L’indice Euro Stoxx 50, di cui fanno parte le 50 principali società europee per capitalizzazione di mercato, chiude la seduta in rialzo dello 0,75%, a quota 4.126,70 punti. La performance dell’indice europeo evidenza il sentiment positivo che ha prevalso oggi nelle borse europee e come la Borsa di Milano abbia, invece, mostrato una certa debolezza relativa rispetto al resto del continente.

LEGGI ANCHE>> Piazza Affari, giovedì 10 giugno: chiusura negativa, nonostante la BCE rimanga accomodante

Titoli migliori del Ftse Mib

I titoli più acquistati, durante questa seduta, tra quelli inclusi nel listino principale della Borsa di Milano, sono stati:

  • DiaSorin: +2,89%
  • Saipem: +1,60%. Da monitorare il possibile completamento della figura di inversione rialzista in fase di formazione e individuata su questo sito qualche mese fa, in questo articolo.
  • Inwit: +1,12%
  • STMicroelectronics: +1,03%
  • Interpump Group: +1,01%
  • Stellantis: +0,88%
  • Buzzi Unicem: +0,85%
  • Nexi: +0,77%
  • Enel: +0,77%
  • Amplifon: +0,66%

Titoli peggiori del Ftse Mib

Le vendite hanno colpito, invece, soprattutto i seguenti titoli azionari:

  • Cnh Industrial: -0,65%
  • Intesa San Paolo: -0,57%
  • Atlantia: -0,44%
  • Bper Banca: -0,34%
  • Telecom Italia: -0,31%
  • Unicredit: -0,18%
  • Prysmian: -0,17%
  • Unipol: -0,15%
  • Mediobanca: -0,14%
  • A2a: -0,06%

Stati Uniti: la Fed riporterà volatilità a Wall Street?

Come raccontato da ormai diverse sedute, i principali indici di Wall Street continuano ad oscillare poco al di sotto dei massimi storici (l’S&P 500 ha addirittura aggiornato ieri il massimo storico, nell’intraday) ma evidenziano un andamento laterale a bassa volatilità, sintomo di scarsa attività sul mercato azionario statunitense, che sembra in attesa di nuovi stimoli per tornare a muoversi con decisione al rialzo o al ribasso. Queste le performance registrate, alle 19:45 ora italiana, dai principali indici di Wall Street:

  • Nasdaq 100: +0,01%
  • S&P 500: -0,02%
  • Dow Jones: -0,20%

I dati relativi all’ inflazione rilasciati ieri, da cui è emerso un tasso di inflazione ai massimi dal 2008, non hanno rappresentato il driver in grado di riportare la volatilità nei mercati azionari, come si pensava e come i traders si auguravano, in quanto adeguati livelli di volatilità sono necessari per fare trading, soprattutto in ottica di breve termine. A questo punto, è logico attendersi che Wall Street, nelle prime due sedute della prossima settimana, rimanga ancora poco mossa, in attesa dell’appuntamento con il meeting Fed, in programma nella giornata di mercoledì 16, che costituisce un altro evento potenzialmente in grado di scuotere i mercati.

E’ stato rilasciato, nel pomeriggio, il dato relativo all’indice di fiducia dei consumatori, elaborato dall’Università del Michigan: è risultato pari a 86,4, superando le attese degli analisti (84,0) e il dato precedente (82,9).

Altre notizie dai principali mercati finanziari

Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bund, ovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, continua a muoversi al ribasso e si attesta a quota 97 punti base (-3 rispetto al valore di chiusura di ieri): scendono sia il rendimento del Btp, che risulta pari a +0,70%, sia il rendimento del Bund, pari a -0,27%. Stabile il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato USA), che risulta pari a +1,46%, dopo i ribassi osservati nelle scorse sedute.

Poco mosso il prezzo del Bitcoin, rispetto alla volatilità media dello strumento. La criptovaluta più diffusa ha attualmente un prezzo di 36.890 dollari circa, in rialzo, su base giornaliera, dello 0,50%. I livelli da monitorare per capire in quale direzione terminerà l’attuale fase di trading range restano sempre il livello di resistenza dei 40.800 dollari e il livello di supporto dei 30.000 dollari. 

LEGGI ANCHE >> Ecco la prima nazione al mondo che userà Bitcoin come valuta ufficiale

Nel mercato valutario, si segnala il deciso ribasso del cambio Euro/Dollaro USA, che viene scambiato attualmente ad un tasso di 1,2100, corrispondente ad una variazione su base giornaliera di -0,56%.

Per quanto riguarda le materie prime, in netta diminuzione il prezzo dell’oro, penalizzato dalla forza del dollaro statunitense: attualmente quota 1.875,62 dollari l’oncia, con una performance su base giornaliera di -1,18%. Sale, invece, il prezzo del petrolio: il WTI (West Texas Intermediate, prodotto negli Stati Uniti) quota 71,18 dollari al barile, con una performance di +1,27% su base giornaliera, mentre il Brent (prodotto in Europa) quota 72,92 dollari al barile, con una variazione di +0,55% rispetto al valore di chiusura di ieri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *