Piazza Affari, venerdì 23 luglio: chiusura in verde, sale A2a, male Banca Generali

La chiusura della seduta odierna della Borsa di Milano, titoli migliori e titoli peggiori di giornata. Uno sguardo anche all’andamento di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari. Una sintesi dei temi più importanti della giornata. 

immagine borsa italiana
Ingresso di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Adobe stock)

Ancora una sessione caratterizzata dagli acquisti per Piazza Affari e, in generale, per tutti gli altri mercati azionari, europei e statunitensi. Si tratta della quarta chiusura giornaliera consecutiva in rialzo per il Ftse Mib che, proprio in chiusura di settimana, riesce a tornare nuovamente al di sopra della soglia psicologica dei 25.000 punti. Su base settimanale, la Borsa di Milano chiude in guadagno dell’1,34%, interrompendo una serie di tre chiusure settimanali ribassiste, nonostante le perdite subite lunedì.

Il forte ribasso di lunedì scorso (peggior seduta del 2021) è stato, quindi, riassorbito molto rapidamente, anche grazie all’importante livello di supporto dei 24.000 punti, che ha consentito al Ftse Mib di rimbalzare. Per quanto riguarda i fondamentali, i timori legati alle conseguenze economiche di una possibile nuova ondata pandemica, causata dalla diffusione della variante Delta del Covid-19, non sono del tutto svaniti, però il sentiment degli investitori è tornato positivo in poco tempo, grazie soprattutto all‘avvio incoraggiante della stagione delle trimestrali, con molte società che hanno ottenuto risultati positivi anche nel secondo trimestre del 2021, confermando i segnali di ripresa emersi già dai risultati del primo trimestre dell’anno. La Banca Centrale Europea, inoltre, ha confermato, ieri, la propria intenzione di continuare a sostenere l’economia con un ingente apporto di liquidità (quantitative easing) e mantenendo i tassi di interesse ai minimi storici finché lo stato di emergenza, determinato dalla pandemia, non sarà definitivamente cessato.

Una ulteriore iniezione di ottimismo è stata rappresentata, oggi, dai dati relativi agli indici PMI (Purchasing Managers Indexes) dell’Eurozona, rilasciati alle ore 10:00, come indicato nel calendario economico. L’indice dei responsabili degli acquisti del settore manifatturiero è risultato, nel rilascio preliminare relativo al mese di luglio, pari a 62,6, leggermente al di sopra delle stime degli analisti (62,5). Indicazioni molto positive anche dall’indice dei responsabili degli acquisti del settore dei servizi, pari a 60,4: dato migliore sia delle attese degli analisti (59,5) sia della lettura precedente (58,3). Si tratta, inoltre, di un valore mai raggiunto dall’indice PMI dei servizi dal 2008 in poi, ovvero dallo scoppio della crisi subprime.

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La chiusura dei mercati azionari europei: il migliore è Parigi

Di seguito, le performance evidenziate dai principali indici azionari europei, in chiusura di seduta e su base giornaliera:

  • CAC 40 (Parigi): +1,35%
  • FTSE MIB (Milano): +1,29% a quota 25.124,91 punti indice
  • SMI (Zurigo): +1,28%
  • IBEX 35 (Madrid): +1,11%
  • DAX (Francoforte): +1,00%
  • FTSE 100 (Londra): +0,85%

L’Euro Stoxx 50 evidenzia il clima di fiducia diffuso oggi nei mercati azionari europei, chiudendo in guadagno dell’1,23%, a quota 4.109,10 punti.

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Titoli migliori del Ftse Mib

I maggiori rialzi sono stati registrati dai seguenti titoli, tra quelli inclusi nel listino principale della Borsa di Milano:

  • A2a: +2,83%
  • STMicroelectronics: +2,82%
  • Pirelli: +2,60%
  • Ferrari: +2,46%
  • Azimut Holding: +2,11%
  • Nexi: +2,07%
  • Exor: +1,96%
  • Buzzi Unicem: +1,93%
  • Terna-Rete Elettrica Nazionale: +1,92%
  • Italgas: +1,92%

Titoli peggiori del Ftse Mib

Gli unici titoli azionari in controtendenza, durante la seduta odierna, sono stati:

  • Banca Generali: -1,14%
  • Prysmian: -1,03%
  • Telecom Italia: -0,77%
  • Generali: -0,33%

Stati Uniti: nuovi record degli indici a Wall Street

Mercati azionari fortemente impostati al rialzo, in chiusura di settimana, anche a Wall Street, dove l’ondata di vendite di lunedì scorso, che aveva fatto pensare all’inizio di una intensa correzione ribassista degli azionari, sembra già un lontano ricordo. Anche negli Stati Uniti i risultati trimestrali, superiori alle attese degli analisti, stanno supportando il sentiment degli investitori, in un periodo in cui, tra la variante Delta e la crescita dell’inflazione, i fattori di incertezza per l’outlook economico sicuramente non mancano.

Questo l’andamento evidenziato, alle 18:40 ora italiana, dai principali indici azionari statunitensi:

  • Nasdaq 100: +1,00%
  • S&P 500: +0,84%
  • Dow Jones: +0,58%

L’S&P 500, circa un’ora fa, ha aggiornato il suo massimo storico, al di sopra dei 4.400 punti. Stesso discorso per il Nasdaq 100, che ha toccato un nuovo massimo poco al di sotto dei 15.100 punti. Per entrambi, inoltre, l’impostazione tecnica a livello intraday lascia presagire che, entro il termine della seduta, questi livelli verranno ulteriormente aggiornati. Il Dow Jones, invece, pur non avendo ancora fatto registrare un nuovo record storico, oscilla poco al di sotto del precedente massimo, pari a 35.090 punti.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici, negli Stati Uniti gli indici PMI restituiscono indicazioni contrastanti. L’indice dei responsabili degli acquisti del settore manifatturiero, infatti, è risultato pari a 63,1, valore superiore sia alla stima degli analisti (62,0) che alla lettura precedente (62,1). L’indice PMI dei servizi, invece, delude le attese degli analisti (64,8), evidenziando un valore pari a 59,8, in netta diminuzione anche rispetto alla precedente lettura di 64,6.

Altre notizie dai principali mercati finanziari: continua la fase di incertezza nel mercato del Bitcoin

Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bundovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, scende leggermente a quota 109 punti base, in calo di 2 punti rispetto all’ultimo valore di chiusura: in diminuzione il rendimento del Btp, pari a +0,63%, mentre il rendimento del Bund rimane stabile a  -0,46%. Poco mosso anche il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato USA), che risulta pari a +1,28%, ovvero 2 punti base al di sopra del valore di chiusura della scorsa seduta.

Poca volatilità anche nel mercato del Bitcoin che, dopo aver cercato di superare al ribasso il livello di supporto dei 30.000 dollari nella giornata di martedì, è tornato con forza al di sopra di tale soglia psicologica. Un breakdown convincente del supporto sarebbe rappresentato da una chiusura giornaliera inferiore a 28.500 dollari, ovvero al di sotto del minimo significativo dello scorso 22 giugno. Al contrario, un segnale di ripresa e, dunque, di acquisto si avrebbe in caso di netto breakout, in chiusura di giornata, della resistenza posizionata in area 40.800 dollari. La criptovaluta più famosa quota attualmente 32.172 dollari circa, corrispondenti ad una performance di -0,40% su base giornaliera.

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Nel mercato valutario, stabile il cambio Euro/Dollaro USA, che viene scambiato attualmente ad un tasso di 1,1771, con una variazione su base giornaliera di +0,01%.

Per quanto riguarda il mercato delle materie prime, in leggero ribasso il prezzo dell’oro, pari attualmente a 1.802,70 dollari l’oncia, corrispondenti ad una performance su base giornaliera di -0,23%. Sale ancora, seppur leggermente, il prezzo del petrolio, dopo un inizio di settimana caratterizzato dai ribassi, a causa della decisione dell’OPEC+ (Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio) di incrementare la produzione e, dunque, l’offerta di petrolio greggio sul mercato, allo scopo di soddisfare una domanda in aumento ma che, come temono alcuni operatori, potrebbe rallentare a causa di nuove ondate della pandemia. Il WTI (West Texas Intermediate, prodotto negli Stati Uniti) quota 72,25 dollari al barile, con una performance di +0,33% su base giornaliera, mentre il Brent (prodotto in Europa) quota 73,97 dollari al barile, con una variazione di +0,24% rispetto all’ultimo valore di chiusura.

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