Stipendi, clamoroso conteggio INPS: differenze tra giovani, donne e over 55

In materia di retribuzione, quali sono gli stipendi medi e quali le differenze tra lavoratori giovani, donne e over 55: differenze generazionali e di genere, la situazione

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Attenzione sempre molto alta sui temi economici, comprensibilmente di grande grande e vasto interesse e di forte rilevanza, come ad esempio quelli inerente gli stipendi: da un approfondimento de Il Fatto Quotidiano inerente gli open data di INPS, emerge un quadro approfondito circa l’andamento delle retribuzioni dei dipendenti privati nell’anno del lockdown.

Un’occasione, questa, per fare il punto e approfondire alcuni aspetti circa le retribuzioni medie e la situazione dal punto di vista del divario generazionale e di genere anche in relazione alle decisioni in materia economica intraprese dell’attuale Esecutivo.

Stando quanto viene spiegato nella propria analisi da ilfattoquotidiano.it, la media delle retribuzioni si aggirerebbe poco sopra i 21 mila euro, con i giovani, spesso precari e con contratti discontinui, che hanno lavorato in media 30 settimane e guadagnato circa il 135% in meno degli over 55, che conterebbero 40 settimane in media di lavoro.

In merito alla fascia di età 20-24 anni, retribuzioni che si aggirano sui 9.300 euro e differenze si contano anche rispetto al genere, con molte donne soggette, si legge, al part time involontario.

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Stipendi e lavoratori dipendenti, le retribuzioni medie

Approfondita analisi quella condotta, come detto, da ilfattoquotidiano.it che pone una riflessione anche in merito al dibattito che tiene banco in questi giorni circa la riforma Irpef e le eventuali fasce che trarrebbero da questa maggiori benefici.

E a proposito di tasse e busta paga, la nuova riforma fiscale potrebbe portare sorprese e fino a ben 944 euro in più, ma a chi e di cosa si tratta in particolare?

L’analisi de Il Fatto Quotidiano verte sul fatto che potrebbe esserci una mancata consapevolezza, in Italia, in merito a quali siano le retribuzioni dei lavoratori dipendenti, una categoria che coinvolge circa 18 milioni di persone su un totale di 23 milioni di occupati. Coloro che, insieme i pensionati, dichiarano già dell’80% del reddito imponibile nel complesso.

Si legge che il dipartimento delle Finanze dà un valore medio, quello di 21 mila euro, ma l’Osservatorio INPS sul 2020 e gli open data, elaborati proprio da Il Fatto Quotidiano, danno un quadro più chiaro della situazione, come detto a proposito di differenze tra generazioni e di genere, acuite anche in determinati casi dalla pandemia e della relative conseguenze.

Si legge che un lavoratore dipendente con età compresa tra 25 e 29 anni nel 2020 ha guadagnato in media 14.400 euro lordi, mentre un 20enne 9.300; il 55enne in media ha guadagnato circa 27.900 euro. Allo stesso modo, in media gli uomini hanno guadagnato 7 mila euro in più delle donne.

Stipendi e lavoratori, il calo in media della retribuzione

Ilfattoquotidiano.it spiega che il rapporto INPS aggiornato a dicembre 2021 tiene conto anche degli autonomi e dei professionisti iscritti alla gestione separata, degli artigiani, commercianti, lavorativi domestici e operai agricoli, coprendo fino al 95% degli occupati regolari del Paese.

Si legge che il numero dei lavori non è calato, poiché ad essere aumentati sono statili, lavoratori domestici, così come lavoro occasionale e voucher. Tuttavia, in merito alle settimane lavorate, queste sono calate da 42.9 a 40.2 per persona. Ciò ha portato come conseguenza un calo del reddito medio annuo che è passato da 23.114 a 21.720, redditi a loro delle tasse e dei contributi.

Una diminuzione leggera per i dipendenti pubblici, che si attesta da 33.660 a 44.173 euro, mentre i dipendenti privati registrano in media un calo degli introiti nell’anno pandemico che va da 22.790 a 21.500 euro, con la cassa integrazione che copre non più dell’80% di quanto percepito, spiega il Fatto Quotidiano.

In merito ai numeri che emergono, viene spiegato che gli over 50 in linea di massima possono percepire retribuzioni più alte se confrontate con quelle dei giovani, e la motivazione sarebbe da trovare nella maggior precarietà per gli under 40, che si trovano alle prese con contratti brevi e non continui, se non a tempo parziale. Tale fenomeno sarebbe rintracciabile nei dati che emergono circa le settimane lavorate nell’anno del lockdown, in media 30 su 52 per la fascia 20-30 anni, e di 42 settimane per i 50enni.

Non è tutto, poiché si legge che i giovani sono anche coloro che maggiormente hanno sofferto del calo dell’occupazione circa le restrizioni e le misure intraprese per fermare il contagio. Rispetto ai dipendenti under 19, che stando ai dati INPS in numeri assoluti erano nel 2019 di poco superiore a 260 mila, si ha avuto un crollo del 27%.

Del 5.6% invece tra i 40-44 anni e dello 0.3% tra 50-54 anni, mentre ad essere incrementato è il numero degli assicurati INPS.

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Stipendi e curva di reddito, differenze per età e genere

Nell’analisi de Il Fatto Quotidiano in merito ai redditi, soffermandosi sui lavoratori dipendenti privati, per quel che riguarda la fascia 25-28 anni, nel 2020 la media è calata da euro 15.600 dell’anno precedente a 14.400, ovvero 1200 euro lordi al mese.

La stessa curva in riferimento ai redditi sale via via e si attesta su un passaggio da 19.300 (2019) a poco più di 17.900 per la fascia 30-34 anni; da 22.200 (2019) a 20.600 per la fascia 35-39 anni; 23 mila euro per la fascia 40-44.

Il picco, per quanto relativo possa essere, riguarda, legge, gli over 50, con 26.800 per i 50-54enni e quasi 28 mila medi all’anno per la fascia 55-59 anni, il 135% in più se confrontato con chi ha 20-30 anni. Il Fatto Quotidiano spiega che i maschi di età 55-59 hanno superato quota 32 mila euro, in merito al reddito medio, meno 6% sull’anno prima, ma le donne di pari età non vanno di molto oltre i 21 mila.

La differenza di genere può arrivare anche ad euro 11 mila all’anno, un fenomeno maggiore nei settori che maggiormente hanno risentito della pandemia.

Per quel che riguarda le venticinquenni, vi sarebbe una differenze di circa quattromila euro, 5700 euro invece per le 30enni. Via via che l’età cresce aumenta anche il divario, si legge, con 9 mila euro in  meno nella fascia 45-49 anni, 10 mila per la fascia 50-54 anni e 11 mila in quella 60-64.

Il Fatto Quotidiano spiega che gli stipendi delle aziende hanno in tal senso un peso fino ad un certo punto, poiché a contare in questo caso sarebbe sopratutto la questione legata al part time involontario, ovvero meno ore lavorate e meno soldi. Nei casi di full time, se c’è famiglia fare gli straordinari e accettarli diventa più difficile. Non migliorata la situazione con la pandemia. Chi ha usufruito del congedo parentale covid ha ottenuto, rispetto a quei mesi, un’indennità che si attesta al 50% dello stipendio, e si legge che sarebbero state soprattutto le donne.

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