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Se vuoi investire nel campo della robotica, devi conoscere queste due società

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La robotica è diventato un tema di particolare interesse per gli investitori. La crescita dell’automazione e dell’intelligenza artificiale ha portato la sua presenza nel nostro quotidiano.

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Nonostante questo, per molti sarà difficile ricordare l’ultima volta che hanno visto un robot, questo perché diamo ormai per scontate le caratteristiche degli oggetti che abitualmente utilizziamo e che sono derivati dall’applicazioni della robotica, in particolar modo l’elettronica di consumo.

La robotica, nata negli anni Sessanta, è oggi presente in numerosi settori, dalle fabbriche di automobili alle catene di montaggio, fino alla gestione delle merci nei magazzini. Le sue applicazioni sono destinate a espandersi e affiancare l’uomo in numerosi altri settori, grazie anche allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, in grado di renderli capaci di svolgere compiti più complessi e utilizzabili in situazioni molto diverse tra loro, rendendoli più versatili e per questo più economici.

Le società nel campo della robotica su cui investire: ABB e Kion Group

Due società particolarmente coinvolte nel settore e premiate dagli investitori sono ABB e Kion Group.

ABB

ABB, con sede a Zurigo, è impegnata nello sviluppo di soluzioni tecnologiche finalizzate all’automazione e alla robotica industriale. L’azienda è specializzata in due differenti comparti, il primo di questi si occupa di sviluppare prodotti dedicati all’elettrificazione, come quadri elettrici, interruttori e sistemi di controllo. Il secondo comparto si occupa invece della produzione e vendita di motori, generatori e sistemi di automazione.

Nel 2021 ABB, seconda più grande società di robotica nel mondo, ha avuto un introito pari a 1,87 miliardi di euro, in crescita di quasi il 20% rispetto all’anno precedente. Con un rendimento netto pari a 408 milioni di euro, cresciuto rispetto all’anno precedente del 33%.

Dal punto di vista tecnico le sue quotazioni si trovano in un trend long, consolidatosi a partire dal giugno del 2020. Da poco più di un anno quindi prosegue la tendenza rialzista che ha portato i prezzi dai 27 dollari, fino ai massimi del 7 giugno, quando ha raggiunto i 35,28 dollari, con un incremento maggiore del 24%.

Attualmente le sue quotazioni con un valore di 34,55 dollari, si trovano nella parte discesista del ciclo a 2,5 mesi, che ha contraddistinto l’andamento della price action a partire almeno dagli ultimi sei mesi, con l’ultima fase rialzista che aveva incrementato il valore dall’ultimo minimo relativo del 19 maggio del 8%. In ottica rialzista è possibile un ingresso long qualora il prezzo arrivasse nuovamente sul supporto di prezzo posto a 33,5 dollari.

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Kion Group

Kion Group è una multinazionale tedesca fornitrice di camion industriali e servizi correlati alla catena di approvvigionamento, compresa la logistica per la gestione del magazzino. Con una capitalizzazione di 11,6 miliardi di euro, è attualmente attiva in più di cento paesi nel mondo. Questa azienda è il più grande fornitore di servizi per l’automazione nella gestione del magazzino, con un forte mercato in espansione, può contare così come anche ABB, su afflussi di cassa derivanti dalla gestione dei servizi, consulenza e manutenzione, post vendita.

Dal punto di vista tecnico anche le quotazioni di questa azienda si trovano in un trend long, cresciuto in modo regolare da marzo 2021, quando le quotazioni si trovavano intorno ai 75 euro. Da allora i prezzi sono cresciuti fino a superare a marzo di quest’anno gli ultimi massimi storici, relativi a settembre 2017, quando le quotazioni avevano raggiunto gli 80,45 euro.

Le quotazioni oggi si trovano a 89,2 euro, vicino ai massimi dell’ultima onda rialzista dell’otto giugno, che spinti dal trend avevano toccato quota 91,76 euro. Attualmente il prezzo sconta proprio la fase fisiologica dovuta alle prese di profitto e si prepara a ripartire con una nuova fase long, qualora il prezzo consolidasse all’interno della fascia di prezzo compresa tra gli 87,4 e gli 86,4 euro.

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Diversi fattori fanno pensare a ulteriori possibilità di crescita sul lungo termine per queste grandi realtà imprenditoriali. Entrambe hanno all’attivo investimenti nella ricerca e sviluppo, capaci di trainare il settore e d’altra parte, generare quel particolare livello di rischio che se da un lato tiene lontano gli investitori più prudenti, è dall’altro capace di premiare con ottimi rendimenti, quando le aziende riescono a mettere a frutto soluzioni innovative.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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