A 9 giorni dalle elezioni il Governo si appresta a raccogliere e ridistribuire gli extraprofitti sul gas: ecco le misure controverse

Finora l’economia non ha mostrato grandi segni di rallentamento, ma dal prossimo anno famiglie e imprese risentiranno del caro energia e del rialzo dei tassi.

A questo proposito il piano di riduzione dei consumi è stato valutato dal Codacons poco efficace e sbilanciato.

Caos bonus bollette
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Dovrebbero arrivare tra i 5 e i 6 miliardi dall’imposta che costringe le società energetiche a rimettere gli extraprofitti nelle mani dello Stato. A fine agosto ha portato in totale poco più di 2 miliardi sui 4 preventivati. Ma è solo l’inizio, perché anche l’Europa sta raccogliendo oltre 140 miliardi per compensare i costi insostenibili dell’energia. Ursula von der Leyen ha annunciato il piano di tagli ai consumi elettrici. Si tenterà un risparmio del 10% e di 5% nelle ore di punta. A questo si affianca la riduzione del 15% già adottata per il gas. Buoni intenzioni ma non sufficienti economicamente per aiutare tutti.

Così l’obbiettivo del piano è una riduzione dei consumi durante 3 o 4 ore per giorno. Oltre questo la bozza propone anche un limite obbligatorio ai ricavi degli operatori che producono energia diverse dal gas. Le eccedenze dovranno essere ridistribuite a cittadini e imprese esposti a prezzi elevati dell’energia elettrica. Per il momento la bozza del regolamento Ue per la riduzione dei consumi di energia elettrica e gas presenta criticità riconosciute sia dall’Unione Nazionale Consumatori che dal Codacons.

Le misure più controverse per proteggere consumatori e imprese dall’aumento del prezzo del gas

Tra le misure più controverse quella che impone agli Stati membri di introdurre un contributo di solidarietà eccezionale e temporaneo per l’industria che opera nel settore dei carburanti fossili.

Le proposte passeranno direttamente agli Stati, che potranno emendarle e approvarle a maggioranza qualificata. Per l’Italia molto dipenderà dal risultato delle elezioni e dalla velocità con cui verrà formato il nuovo governo. Nel frattempo, lo spread elevato e la congiuntura dei prossimi trimestri rischia di rendere il prossimo esecutivo uno dei più osteggiati dalle dinamiche di mercato.

Per la variabile gas, l’Italia ha già un piano per diventare completamente indipendente dal gas russo entro il 2025. Questo, tuttavia, non elimina i rischi a breve termine. Dalla Russia arrivano ancora il 21% delle importazioni, contro il 40% di un anno fa. Rispetto alla priorità sul gas, il piano europeo risulta sbilanciato perché quasi esclusivamente incentrato sul risparmio della corrente.

Servirebbe invece intervenire in modo incisivo sui soggetti che fanno un maggior consumo di energia, come locali pubblici, P.A., centri commerciali, e così via. Per cercare di compensare i costi, nel frattempo, il Governo ha rafforzato il bonus sociale su bollette elettriche e del gas; i rincari per il quarto trimestre 2022 saranno bloccati all’origine sospendendo fino al 30 aprile 2023 le modifiche unilaterali di contratto di fornitura energia elettrica e gas, l’azzeramento degli oneri di sistema per il quarto trimestre e dell’Iva al 5% sul gas. Nel nuovo decreto di aiuti ci sarà l’aumento da 12 mila a 15 mila euro della soglia Isee per accedere al bonus sociale, che azzera i rincari in bolletta.

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Oltre a questo, si prorogano anche nel terzo trimestre 2022 i crediti d’imposta in favore di bar e attività che acquistano gas ed energia elettrica con un consumo inferiore ai 16,5 kw. Inoltre, è sempre prorogato il bonus carburanti in agricoltura e pesca, per i servizi di trasporto e la riduzione dell’accisa sui carburanti che sarà valida oltre il 20 settembre 2022 fino al 5 ottobre.

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