Piazza Affari, giovedì 3 giugno: chiusura positiva, bene Pirelli e Ferrari

La chiusura della seduta odierna della Borsa di Milano, titoli migliori e titoli peggiori di giornata. Uno sguardo anche all’andamento di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari. Una sintesi dei temi più importanti della giornata. 

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Ingresso di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Adobe stock)

La Borsa di Milano chiude la seduta odierna in leggero rialzo, nel contesto di una giornata in cui le borse europee evidenziano performance contrastanti. A livello continentale, infatti, non emerge una chiara direzione dall’osservazione dei valori di chiusura degli indici azionari. La mancanza di una tendenza ben delineata sta caratterizzando anche Wall Street dove, nelle prime fasi successive all’apertura, gli indici sembravano ben indirizzati al ribasso, mentre in questo momento, dopo circa due ore, hanno recuperato gran parte delle perdite registrate in precedenza.

Potremmo affermare che l’unica certezza, in questo momento, è la tenuta di Piazza Affari che, a meno di clamorosi avvenimenti durante la seduta di domani, si appresta a chiudere in positivo anche questa settimana. Per il Ftse Mib sarebbe, infatti, la quinta chiusura settimanale rialzista consecutiva: l’ultima settimana in cui l’indice principale della Borsa di Milano ha chiuso in rosso risale a fine aprile. Un risultato sicuramente molto positivo, considerando che nel bimestre maggio-giugno, attualmente in corso,  ci si attendeva una importante correzione dei mercati dopo il rally che ha caratterizzato la prima parte dell’anno (per maggiori dettagli sulle basi statistiche di questa aspettativa di ribasso degli azionari, consultare questo articolo).

La chiusura dei mercati azionari europei: il migliore è Zurigo

Di seguito, l’andamento evidenziato dai principali indici azionari europei, in chiusura della seduta odierna:

  • SMI (Zurigo): +0,35%
  • FTSE MIB (Milano): +0,29% a quota 25.452,33 punti indice
  • DAX (Francoforte): +0,19%
  • CAC 40 (Parigi): -0,21%
  • IBEX 35 (Madrid): -0,42%
  • FTSE 100 (Londra): -0,61%

L’indice Euro Stoxx 50, utile indicatore del sentiment prevalente nelle borse europee, chiude in ribasso dello 0,23%: nel complesso dei mercati azionari europei, quindi, la seduta odierna può essere definita come una seduta di transizione, in cui gli investitori non hanno preso posizione sul mercato in maniera rilevante.

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Titoli migliori del Ftse Mib

I maggiori rialzi sono stati registrati sui seguenti titoli azionari, tra quelli facenti parte del paniere di cui è composto il Ftse Mib:

  • Pirelli: +2,37%
  • Ferrari: +2,04%
  • Prysmian: +1,92%
  • Saipem: +1,39%
  • Azimut Holding: +1,24%
  • Stellantis: +1,14%
  • Recordati: +1,13%
  • Finecobank: +1,06%
  • Cnh Industrial: +1,03%
  • Poste Italiane: +0,93%

Titoli peggiori del Ftse Mib

I titoli più venduti di giornata, invece, sono stati:

  • Atlantia: -1,50%
  • STMicroelectronics: -1,33%
  • Enel: -1,11%
  • Buzzi Unicem: -0,75%
  • Nexi: -0,75%
  • Leonardo: -0,72%
  • Bper Banca: -0,44%
  • A2a: -0,41%
  • Terna-Rete Elettrica Nazionale: -0,25%
  • Exor: -0,17%

Stati Uniti: attesa a Wall Street per il dato relativo ai Non Farm Payrolls

Come spesso accade nelle ultime settimane, la peggior performance, tra i principali indici azionari statunitensi, si registrano sul Nasdaq, ovvero l’indice composto da titoli tecnologici, di cui gli operatori hanno riempito i propri portafogli di investimento durante la fase critica della pandemia, che ha generato evidenti benefici per i conti di tali società, ma meno desiderati adesso che il Covid 19 sembra in procinto di essere sconfitto grazie alla campagna vaccinale.

Queste le performance evidenziate alle 18:45 ora italiana, con tutti gli indici che appaiono in netta ripresa dopo una partenza decisamente negativa:

  • Dow Jones: +0,17%
  • S&P 500: -0,16%
  • Nasdaq: -0,74%

La giornata di domani sarà molto importante per gli Stati Uniti, in quanto è in programma, alle 14:30 ora italiana, la pubblicazione dei dati relativi al mercato del lavoro statunitense, tra quali spiccano i Non Farm Payrolls, ovvero le nuove buste paga create nel mese di maggio, ad eccezione del settore agricolo (nel quale l’occupazione tende ad essere molto volatile, essendo caratterizzata da stagionalità e, dunque, andrebbe a determinare delle distorsioni nel dato complessivo). Intanto, sono state rilasciate oggi le stime dell’Automatic Data Processor (ADP), da cui è emerso, sempre nel mese di maggio, un incremento nel numero di occupati pari a ben 978.000 unità: le attese degli analisti erano di +650.000 e il dato relativo al mese di aprile era stato di +654.000 unità. Ancora in calo, inoltre, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione, risultate a pari a 385.000, su base settimanale: il dato previsto era di 390.000 mentre la lettura precedente aveva evidenziato un dato pari a 405.000.

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Segnali di espansione economica anche dai dati sugli indici PMI (Purchasing Managers Indexes) rilasciati oggi con riferimento al settore terziario, sia negli Stati Uniti che nell’eurozona: in tutti i casi, infatti, le rilevazioni sono state superiori o linea con le aspettative e, soprattutto, ben al di sopra della soglia critica del 50.

Altre notizie dai principali mercati finanziari: forte apprezzamento del dollaro statunitense

Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bund, ovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, scende leggermente a quota 102 punti base: il rendimento del Btp risulta pari a +0,83%, mentre quello del Bund si attesta a quota -0,19%. Torna a salire il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato USA) che risulta pari a +1,63%, in aumento di 4 punti base rispetto alla chiusura di ieri.

Continua la fase di stallo del Bitcoin, le cui quotazioni continuano ad oscillare, da ormai due settimane, nell’area delimitata dal livello di resistenza dei 40.800 dollari e dal livello di supporto dei 34.500 dollari (ad eccezione di alcune brevi escursioni verso area 30.000). La criptovaluta più diffusa ha attualmente un prezzo di 38.950 dollari circa, corrispondente ad una performance di +3,62% rispetto al valore di chiusura registrato ieri. Il mercato sembra aver formato un doppio minimo e potrebbe adesso puntare al breakout di area 40.800, per poi tornare nei pressi del massimo storico (si tratta soltanto di una ipotesi, un concreto segnale di acquisto si avrebbe soltanto alla decisa rottura di tale livello in chiusura di giornata).

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Nel mercato valutario, scende con decisione il cambio Euro/Dollaro USA, in virtù del generalizzato apprezzamento della valuta statunitense legato ai dati macroeconomici positivi, precedentemente riportati, che potrebbero indurre la Federal Reserve ad alzare i tassi di interesse prima del previsto. Il cambio più utilizzato dai traders del Forex viene scambiato ad un tasso di 1,2124, corrispondente ad una variazione su base giornaliera di -0,70%.

Per quanto riguarda il mercato delle materie prime, in conseguenza del rafforzamento del dollaro, risulta in netto calo il prezzo dell’oro, che quota 1.873 dollari l’oncia, con una performance su base giornaliera di -1,93%. Poco mosso, invece, il prezzo del petrolio: Il WTI (West Texas Intermediate, prodotto negli Stati Uniti) quota 68,67 dollari al barile, con una performance di -0,23% su base giornaliera, mentre il Brent (prodotto in Europa) quota 71,16 dollari al barile, con una variazione di -0,27%% rispetto al valore di chiusura di ieri.

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