Piazza Affari, venerdì 4 giugno: chiusura positiva, sale Stellantis, giù Tenaris

La chiusura della seduta odierna della Borsa di Milano, titoli migliori e titoli peggiori di giornata. Uno sguardo anche all’andamento di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari. Una sintesi dei temi più importanti della giornata. 

borsa milano
Ingresso di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Adobe stock)

La Borsa di Milano conclude la seduta odierna ancora con una performance positiva: l’ultima chiusura negativa risale al 26 maggio scorso. Su base settimanale, il Ftse Mib evidenzia un rialzo dell’1,59%, chiudendo al di sopra dei 25.500 punti, ovvero un livello che non veniva toccato dall’ottobre del 2008. Si tratta, inoltre, della quinta chiusura settimanale consecutiva in guadagno. Sono dati che confermano quanto già affermato nei giorni scorsi su questo sito, al riguardo delle prospettive ottimistiche sull’andamento di Piazza Affari nei prossimi mesi: le motivazioni sono state descritte in questo articolo.

Tendenzialmente positive anche le altre borse europee, ad eccezione di Madrid. I dati macroeconomici rilasciati nell’eurozona, durante la settimana appena conclusa, hanno evidenziato come l‘economia europea sia in fase di ripresa, grazie all’arretramento della pandemia di Covid-19, reso possibile dall’avanzare della campagna vaccinale. I segnali più incoraggianti sono emersi soprattutto dai dati relativi agli indici dei responsabili degli acquisti, da cui è emerso che praticamente tutti i settori dell’economia sono in fase di espansione. L’ottimismo derivante dalla ripartenza economica in corso, dopo un periodo, lungo oltre un anno, caratterizzato da grandi difficoltà a causa del Covid, sta consentendo alle principali piazze europee di continuare a salire ed aggiornare i massimi (degli ultimi 13 anni, per quanto riguarda Piazza Affari, storici per la borsa tedesca), nonostante il bimestre maggio-giugno sia, molto spesso, caratterizzato da uno storno dei mercati azionari. Inoltre, come spiegato nell’articolo precedentemente linkato, il rialzo del Ftse Mib viene sostenuto anche dal ritorno dell’inflazione sui livelli target della BCE, ovvero il 2% su base annuale, che genera ottimismo sulla futura profittabilità delle banche.

In rialzo anche Wall Street, dove gli investitori hanno tirato un sospiro di sollievo dopo la pubblicazione del dato relativo ai Non Farm Payrolls, che ha deluso le aspettative degli analisti ma, allo stesso tempo, rende meno probabile l’ipotesi che la Federal Reserve possa restringere la propria politica monetaria in tempi brevi.

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La chiusura dei mercati azionari europei: in ribasso Madrid

Queste, nel dettaglio, le performance registrate dai principali indici azionari europei, in chiusura di seduta:

  • SMI (Zurigo): +0,52%
  • FTSE MIB (Milano): +0,46% a quota 25.570,46 punti indice
  • DAX (Francoforte): +0,39%
  • CAC 40 (Parigi): +0,12%
  • FTSE 100 (Londra): +0,07%
  • IBEX 35 (Madrid): -0,59%

L’indice Euro Stoxx 50 chiude la seduta in rialzo dello 0,25%, a quota 4.089,38 punti indice. Questo evidenzia come Piazza Affari abbia sovraperformato rispetto alla media delle altre borse europee, come si può notare anche dalla semplice osservazione dell’andamento dei vari indici.

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Titoli migliori del Ftse Mib

Gli acquisti hanno riguardato principalmente i seguenti titoli azionari, tra le 40 blue chip che compongono il listino principale della Borsa di Milano:

  • Stellantis: +2,80%
  • Saipem: +2,74%
  • DiaSorin: +1,80%
  • Inwit: +1,65%
  • A2a: +1,55%
  • STMicroelectronics: +1,51%
  • Amplifon: +1,50%
  • Hera: +1,22%
  • Italgas: +1,14%
  • Snam: +0,84%

Titoli peggiori del Ftse Mib

Tra i titoli in ribasso, invece, si segnalano i seguenti:

  • Tenaris: -1,49%
  • Poste Italiane: -0,92%
  • Unicredit: -0,77%
  • Buzzi Unicem: -0,68%
  • Bper Banca: -0,64%
  • Leonardo: -0,61%
  • Atlantia: -0,60%
  • Eni: -0,57%
  • Cnh Industrial: -0,51%
  • Unipol: -0,48%

Stati Uniti: dati deludenti sul mercato del lavoro spingono Wall Street al rialzo

L’atteso rilascio del dato relativo ai Non Farm Payrolls, in programma il primo venerdì di ogni mese, ha deluso le aspettative degli analisti e di tutti coloro che si aspettavano una lettura convincente, anche in virtù del dato pubblicato ieri dall’ADP (Automatic Data Processor). Nel mese di maggio, l’economia statunitense ha registrato 559.000 nuovi occupati (senza considerare il settore agricolo), al di sotto del dato previsto di 650.000 nuove buste paga. Si tratta della seconda rilevazione consecutiva inferiore alle attese, dopo quella relativa al mese di aprile.

Questa lettura ha determinato nelle ultime ore, da un lato, un ribasso del dollaro statunitense, molto forte negli scorsi giorni e, dall’altro, un nuovo impulso rialzista dei mercati azionari. Questo perché dati meno positivi del previsto sul mercato del lavoro rendono sempre più probabile l’ipotesi che la Federal Reserve possa lasciare invariata l’attuale politica monetaria ultra accomodante, almeno fino a fine 2022. Scenario molto gradito agli investitori di Wall Street, in quanto sarebbero così in grado di continuare ad accedere a capitale di prestito a condizioni molto vantaggiose. Allo stesso tempo, tassi di interesse bassi ancora per tanto tempo rendono la valuta statunitense meno appetibile per gli investitori esteri, quindi la domanda della stessa nel Forex tende a diminuire.

Queste le performance evidenziate dai principali indici azionari di Wall Street, alle 19:30 circa ora italiana:

  • Nasdaq 100: +1,72%
  • S&P 500: +0,72%
  • Dow Jones: +0,33%

Altre notizie dai principali mercati finanziari: continua la lateralità del Bitcoin

Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bund, ovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, sale leggermente a quota 103 punti base (+1 rispetto al valore di chiusura di ieri): il rendimento del Btp risulta pari a +0,82%, mentre quello del Bund si attesta a -0,21%. In calo il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato USA) che risulta pari a +1,56%, in diminuzione di ben 7 punti base rispetto alla chiusura di ieri.

Sempre andamento laterale per quanto riguarda il Bitcoin, le cui quotazioni continuano ad oscillare, da ormai due settimane, nell’area delimitata dal livello di resistenza dei 40.800 dollari e dal livello di supporto dei 34.500 dollari (ad eccezione di alcune brevi escursioni verso area 30.000). La criptovaluta più famosa ha attualmente un prezzo di 37.240 dollari circa, corrispondente ad una performance di -5% rispetto al valore di chiusura registrato ieri.

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Nel mercato valutario, sale il cambio Euro/Dollaro USA, in conseguenza del rilascio dei dati sul mercato del lavoro statunitense: viene scambiato attualmente ad un tasso di 1,2164, in rialzo su base giornaliera dello 0,33%.

Sul fronte materie prime, grazie al deprezzamento del dollaro, torna a salire il prezzo dell’oro, che quota 1.892 dollari l’oncia, con una performance su base giornaliera di +1%. In rialzo anche il prezzo del petrolio: Il WTI (West Texas Intermediate, prodotto negli Stati Uniti) quota 69,65 dollari al barile, con una performance di +1,22% su base giornaliera, mentre il Brent (prodotto in Europa) quota 71,90 dollari al barile, con una variazione di +0,83% rispetto al valore di chiusura di ieri.

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